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Dalle infrastrutture al verde, dalla sicurezza al porto: le proposte dell’associazione che chiede ai candidati di farsi carico delle problematiche delle frazioni marine

Politica

Dagli anni d’oro a quelli bui, fino alla speranza di tornare a brillare come un tempo. Vibo Marina è ancora una volta al centro del dibattito politico con l’approssimarsi delle elezioni comunali. Una cittadina dalle potenzialità enormi ma inespresse, abbandonata ad uno stato di degrado economico-ambientale da chi non ha mai voluto affrontare e risolvere le annose problematiche del territorio. A dare alcuni spunti alla futura amministrazione è la locale Proloco, guidata da Massimiliano Dicosta, che in una corposa nota analizza problemi ed offre soluzioni, a cominciare da quelle «a costo zero per l’amministrazione». Si va dal decentramento dei servizi amministrativi comunali per gli utenti di Vibo Marina, «anche aprendo degli sportelli per alcune ore settimanali», alla presenza di vigili urbani, «ove del resto da anni è stato istituito un  distaccamento». Essenziale è inoltre «la ricerca di persone serie e competenti a cui affidare l’assessorato/delega al Porto ed al Turismo-Beni culturali», in grado di colloquiare con la Regione, i ministeri competenti, operatori dei settori. Tra le richieste, anche quella di ridare il nome di Porto Santa Venere a Vibo Marina, con «un ritorno socio-economico-turistico non indifferente per tutto il territorio». 

Quanto al porto, è «da mantenere quale scalo per l’approvvigionamento energetico, da rilanciare in uno sviluppo dell’import-export via mare delle province di Vibo, Cosenza e Catanzaro», ma anche in ottica turistica e commerciale. Auspicata una maggiore sinergia con i sindaci di Lipari e Lamezia Terme per definire un asse di collegamento tra l’aeroporto, il porto e le Eolie, magari facendo inserire il porto stesso nel Piano regionale dei trasporti. Quanto alle opere pubbliche, serve «l’adeguamento degli ingressi stradali di Vibo Marina oggi poco dignitosi e molto pericolosi»; la realizzazione della rete urbana del gas metano a Vibo Marina, «da anni già presente in frazioni minori, ma sorprendentemente ancora assente in una comunità di 10 mila abitanti quale è Vibo Marina». La riqualificazione di aree dismesse e demaniali da convertire in verde pubblico, la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili che conducano a Bivona e Porto Salvo. La risoluzione definitiva della questione Pennello. La Proloco avanza anche la proposta di una «sede staccata di un Istituto tecnico, magari legato al mare ed al turismo» e di un «poliambulatorio socio-sanitario gestito direttamente dall’Asp presente in altre realtà minori». Altre osservazioni riguardano i beni storici e architettonici come la Tonnara di Bivona, il castello di Bivona, l’intera area archeologica greco-romana-medievale degli antichi porti. Infine, sul fronte sicurezza, «un più adeguato controllo dell’importante territorio marittimo-portuale zona anche di frontiera», con l’istituzione di un posto fisso di Polizia ed il potenziamento della stazione dei Carabinieri di Vibo Marina. Tutte proposte per le quali «la Proloco si batte da anni», ma «duole constatare la mancanza di attenzione da parte delle varie amministrazioni comunali che nel tempo si sono succedute: non vorremmo dover essere costretti - conclude provocatoriamente la Proloco - a cercare questa attenzione al vicino Comune di Pizzo a cui forse Vibo Marina dovrebbe pensare di aggregarsi essendo contigui per terra e per mare, uniti per identità e storia, socialità ed economia».

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