venerdì,Gennaio 28 2022

Buoni spesa Vibo: il Comune cerca esercizi disponibili a fare acquistare beni primari

Le attività commerciali interessate all’Avviso pubblico, e quindi a ricevere i buoni, possono presentare istanza a Palazzo Luigi Razza per la formazione di un apposito elenco comunale. Ecco come fare

Buoni spesa Vibo: il Comune cerca esercizi disponibili a fare acquistare beni primari

Il Comune di Vibo Valentia ha pubblicato nei giorni scorsi un apposito Avviso in favore dei nuclei familiari in stato di bisogno, residenti o domiciliati nel Comune di Vibo Valentia, che a seguito dell’emergenza Covid versano in condizioni di difficoltà economica, anche temporanea, i quali possono presentare istanza, massimo fino al 15 novembre prossimo, per l’attribuzione di buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità. Solo che una volta consegnati agli aventi diritto, le persone beneficiare del suddetto sostegno finanziario devono anche sapere quali esercizi commerciali sono disponibili a prendere i buoni. [Continua in basso]

Il nuovo bando

Ecco perché l’amministrazione di Palazzo Luigi Razza ha pubblicato un ulteriore Avviso al fine di invitare gli esercenti interessati, che operano sul territorio del solo Comune di Vibo Valentia, a presentare istanza per la formazione di un elenco comunale di esercizi commerciali, farmacie e parafarmacie disponibili «a consentire l’acquisto di generi alimentari e di prima necessità, farmaci e parafarmaci, attraverso i buoni spesa da corrispondere, denominati “Misure urgenti di solidarietà alimentare alle famiglie in stato di bisogno” da parte di nuclei familiari in difficoltà. Le richieste di adesione – viene spiegato nell’Avviso – dovranno pervenire da una mail non certificata, esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica servizisociali@comune.vibovalentia.vv.it».

I requisiti

Ai fini dell’adesione, fanno sapere dagli uffici comunali competenti, è necessario che gli esercizi siano iscritti alla Camera di commercio per attività idonee (vendita di generi alimentari, beni di prima necessità, per la cura e l’igiene della persona e della casa, farmacie e parafarmacie) ed essere in possesso dei requisiti di ordine generale per la partecipazione agli appalti pubblici.  Al momento, la durata della convenzione da stipulare è fino ad esaurimento dei fondi disponibili. [Continua in basso]

Le regole

L’amministrazione Comunale corrisponderà all’esercizio commerciale il corrispettivo dovuto dietro presentazione di regolare fattura o nota spese entro 30 giorni dal ricevimento della stessa presso l’ufficio protocollo del Comune o presso il sistema elettronico di ricevimento delle fatture.

«L’ufficio istruttore  – è scritto ancora nell’Avviso  – si riserva, in qualunque momento, di effettuare dei controlli sulla corrispondenza tra i prodotti elencati nel presente provvedimento e quelli effettivamente acquistati.  Le ditte operanti nel settore con propri punti vendita nel territorio del Comune di Vibo Valentia, interessate alla fornitura di prodotti alimentari e generi di prima necessità a favore di soggetti economicamente svantaggiati, che siano in possesso dei requisiti di ordine generale e dei requisiti tecnico organizzativi adeguati alla natura dell’affidamento, potranno presentare apposita istanza, compilando il modello di domanda allegato, e la convenzione, firmati dal legale rappresentante dell’attività». [Continua in basso]

Gli operatori commerciali, infine, che avranno manifestato il loro interesse saranno inseriti «nell’apposito elenco comunale, in ordine cronologico di arrivo delle richieste, previa verifica della regolarità della manifestazione di interesse.  Tale modalità  – puntualizzano da Palazzo Luigi Razza – è dettata dall’esigenza di avviare la distribuzione dei buoni spesa e favorire la presenza in elenco del maggior numero di esercizi commerciali, farmacie e parafarmacie».

Cosa si può e non si può fare con il buono spesa

«Il buono spesa  – precisano dagli uffici comunali – darà diritto all’acquisto delle seguenti tipologie di beni: prodotti alimentari e generi di prima necessità (quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: latte, pasta, zucchero, carne, pane, uova, pesce, olio, frutta, verdura, scatolame, surgelati, alimenti per la prima infanzia e altro anora); prodotti per l’igiene e la cura della persona (quali, ad esempio: bagnoschiuma, shampoo, deodorante, sapone, dentifricio, pannolini per bambini, assorbenti, carta igienica, cotone e altro ancora); prodotti per la pulizia della casa (quali, ad esempio: detersivi, disinfettanti, saponi, strumenti come scope, secchi, panni detergenti, spugne e altro ancora)».  

Il buono spesa, inoltre, –è scritto sempre nel bando pubblico – «non è cedibile, pertanto, deve essere associato nominativamente al beneficiario; non è utilizzabile quale denaro contante e non dà diritto a resto in contanti; comporta l’obbligo per il fruitore, di regolare in contanti l’eventuale differenza in eccesso tra il valore facciale del buono ed il prezzo complessivo dei beni acquistati;  il buono spesa non può essere utilizzato per acquistare i seguenti prodotti:  alcolici (vino, birra e super alcolici vari); arredi e corredi per la casa (stoviglie e altro); generi di monopolio».

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