Regionali, la corsa del centrodestra passa da una cena nel Vibonese

Radunati da Vincenzo Pasqua, tutti i consiglieri regionali dello schieramento si ritrovano a Pizzo. All’ordine del giorno anche le candidature alla presidenza

Radunati da Vincenzo Pasqua, tutti i consiglieri regionali dello schieramento si ritrovano a Pizzo. All’ordine del giorno anche le candidature alla presidenza

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Mezzo consiglio regionale della Calabria stasera è a cena a Pizzo, nel Vibonese. L’intero schieramento di centrodestra di Palazzo Campanella, probabilmente per la prima volta – almeno in tempi recenti – si ritroverà attorno ad un tavolo per fare il punto sugli appuntamenti più importanti dell’agenda politica: le elezioni europee del 26 maggio e soprattutto quelle calabresi del prossimo autunno. I consiglieri regionali, radunati non a caso nel Vibonese da Vincenzo Pasqua, dovranno affrontare le tematiche di più stretta attualità. Ed è inevitabile che in cima alla lista ci siano le candidature alla presidenza della Regione Calabria. Si parlerà appunto di candidature, al plurale. Perché non è affatto scontato l’orientamento degli attori che siederanno al tavolo. 

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La decisione di Forza Italia di lanciare Mario Occhiuto quale «sindaco della Calabria», superfluo dire che non è stata condivisa in toto dai partiti della coalizione. E il nome di Wanda Ferro, parlamentare di Fratelli d’Italia, è lì sul tavolo. In ogni caso la cena di stasera (per giunta “in casa” di Gianluca Callipo, sindaco della cittadina e sponsor di Occhiuto) servirà a mettere a fuoco intenzioni e ambizioni dei vari Tallini, Parente, Orsomarso, Neri, Scalzo, Pedà. Il messaggio, anche per gli aspiranti presidenti, è chiaro: noi siamo qua, compatti, a dire la nostra. Sembra questo l’assunto di fondo che ha portato al confronto, ovvero l’esigenza di affermare la propria rappresentatività tra gli elettori calabresi, il desiderio di far capire, a chi deve capire, che liste e candidati non si fanno fuori dai confini regionali, e che, piaccia o no, non si può fare a meno di tenere in debita considerazione chi a Palazzo Campanella ci è entrato a suon di migliaia di preferenze.