Comunali, da “Vibo prima di tutto” invito alla partecipazione

La lista che corre al fianco del candidato sindaco Stefano Luciano focalizza l’attenzione sulle tante criticità della città e propone una sua ricetta per il rilancio

La lista che corre al fianco del candidato sindaco Stefano Luciano focalizza l’attenzione sulle tante criticità della città e propone una sua ricetta per il rilancio

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La lista “Vibo prima di tutto”, che corre nella coalizione Nuove prospettive a fianco del candidato a sindaco di Vibo Valentia Stefano Luciano, a poco più di 20 giorni dal voto focalizza l’attenzione sulle criticità che caratterizzano la città, proponendo una sua ricetta di rilancio. Lo fa attraverso un intervento del suo promotore, l’imprenditore vibonese Vincenzo Mirabello. «Sgomento e rassegnazione accompagnano i vibonesi verso il voto – afferma -. Sentimenti di chi pensa che le cose non possano cambiare e che Vibo sia destinata a rimanere l’ultima città d’Italia, a non avere servizi assistenziali, ad avere le strade tappezzate in occasioni di eventi ma piene di voragini tutti gli altri giorni».

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A tale situazione per Mirabello è però possibile porre rimedio: «la rassegnazione non ci appartiene come popolazione, ci hanno fatto perdere l’orgoglio per la nostra città, ci hanno diviso e fatto rinchiudere ognuno nei propri problemi, ognuno nel proprio individualismo. Quando e come siamo riusciti a diventare l’ultima città di Italia? – si chiede -. E attenzione, non serviva certo una classifica a dircelo: lo vediamo da soli nelle piazze semivuote, nell’acqua marrone, nella speranza di un futuro attaccato ad un gratta e vinci. Eppure – spiega -: ci manca il lavoro, non la voglia di lavorare; ci manca un futuro, non la storia; ci mancano le strutture, non la costa; ci manca l’acqua pulita, non il mare; chi ci ha privato di tutto questo, chi lo ha sotterrato?». Ora, per Mirabello, i cittadini hanno «la possibilità di invertire la rotta» attraverso l’esercizio democratico del voto. «Non votare – conclude – significa subire passivamente le scelte. Votare per “dovere” significa far giocare ad altri le tue carte. Ma votare liberamente, seguendo testa e cuore, significa partecipazione, il modo migliore per ripartire insieme».