Comunali a Vibo, si riparta dalla normalità. Ma stavolta non a parole – Video

Le priorità degli aspiranti sindaci si scontrano con una realtà immutata nei suoi problemi, che non sono soltanto quelli legati ai rapporti politica-criminalità

Le priorità degli aspiranti sindaci si scontrano con una realtà immutata nei suoi problemi, che non sono soltanto quelli legati ai rapporti politica-criminalità

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Nel 2015 furono gli indagati e i massoni nelle liste a tenere banco. Oggi, analogamente, l’attenzione dell’opinione pubblica è massima sui rapporti pericolosi tra pezzi della politica ed esponenti delle cosche. A Vibo Valentia la ‘ndrangheta c’è, vota e fa votare. Ma la città, purtroppo o per fortuna, non è solo questo. C’è altro, tanto altro da fare per riportare Vibo ad una condizione di normalità. Concetto che piace molto a tutti i candidati, almeno dal 2010 ad oggi. I quattro aspiranti sindaci che domenica, o meglio lunedì, conosceranno la loro sorte, puntano a restituire ai cittadini quella normalità tanto agognata e mai assaporata.

Molto dipenderà dalla capacità politica di far ripartire la macchina burocratica, di incrementare la riscossione dei tributi, di attrarre nuovi investimenti pubblici. I cittadini non accetteranno scusanti: soldi o non soldi, bisogna riprendere dal decoro urbano e da strade percorribili. Da spiagge e mare puliti, perché altrimenti il concetto di turismo resta una parola insignificante. Da servizi primari alla portata delle tasche del vibonese medio, perché tra le prime cose da fare – al di là del piano di riequilibrio – c’è da stabilire tariffe più accessibili per scuolabus, ticket mensa e asilo nido. Da una viabilità che non significa solo tappare qualche buca, ma anche trasporto pubblico e parcheggi. Da un incentivo al commercio cittadino, da non ridurre all’eliminazione di qualche striscia blu qua e là che non risolverà nulla finché sul corso si continueranno a chiedere tremila euro al mese per un locale sfitto

Normalità significa anche sicurezza, significa avere la certezza di camminare per la città senza il rischio di sprofondare in qualche voragine come quella tristemente nota di via Parisi e quella, successiva, di via Milite Ignoto. Normalità significa avere acqua corrente tutto l’anno, compresa l’estate, comprese le frazioni. Normalità significa avere piazze vivibili, non come quella di Triparni. Normalità significa anche attenzione per i ragazzi, strutture sportive fruibili, spazi ludici accessibili, attività ricreative. Di percorsi culturali, che di culturale hanno solo la parola e magari non fosse così, i vibonesi non sanno che farsene. Non prima di avere visto una parvenza di normalità. Che si riparta da questo, e stavolta non a parole.

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