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Santoro e Tucci: «I fatti che riguardano il suo congiunto risalgono a 30 anni fa, ma trasparenza e onestà ci impongono certe azioni. Sfidiamo anche gli altri partiti a fare lo stesso»

Politica

A seguito della nostra inchiesta dal titolo Comunali a Vibo Valentia fra liste “pulite”, candidati e pure… indagati, il Movimento Cinque Stelle, tramite una nota stampa firmata dal candidato sindaco Domenico Santoro e dal deputato Riccardo Tucci, fa sapere di avere «risolto immediatamente la presunta illiceità». «Apprendiamo da “Il Vibonese” - si legge nel comunicato - che il congiunto di un nostro candidato consigliere sarebbe stato coinvolto in fatti delittuosi risalenti a circa 30 anni fa. Io Domenico Santoro come candidato a sindaco, in veste di garante del codice etico del MoVimento 5 Stelle, in perfetta sintonia con il deputato Riccardo Tucci, ho risolto tempestivamente l'incresciosa situazione, prendendo immediatamente le distanze dall’episodio datato. Considerando che il candidato coinvolto è incensurato, con casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti illibati, oltreché rispettabile docente di scuola primaria, e la moglie incensurata e mai coinvolta in nessun tipo di reato, ne deriva che il caso, sotto il profilo politico, sia di lieve entità. L’accadimento così remoto nel tempo (i fatti risalgono al 1991) sfuggito anche al vaglio dei controlli di rito del Movimento 5 Stelle, tuttavia, ci ha obbligato, pur non essendo il candidato direttamente coinvolto, a chiedere allo stesso di fare un passo indietro, in ottemperanza al nostro codice etico. Richiesta prontamente accettata dal candidato che non farà più campagna elettorale. Ringraziamo “Il Vibonese” per la segnalazione e sfidiamo gli altri partiti a fare lo stesso con i propri candidati in analoghe situazioni e con la stessa tempestività. Possiamo anche noi essere vulnerabili a certi episodi, ma la differenza con gli altri partiti sta nel modo con cui il MoVimento 5 Stelle reagisce, segnale inequivocabile di trasparenza e onestà con cui è necessario amministrare un ente pubblico».

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