Consiliatura al via a Mileto, inizia l’era Giordano

 

Le precedenti amministrazioni, per motivi diversi, non sono riuscite ad arrivare a fine mandato

 

Le precedenti amministrazioni, per motivi diversi, non sono riuscite ad arrivare a fine mandato

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Riuscirà l’amministrazione comunale guidata da Salvatore Fortunato Giordano a rimanere in sella per l’intera consiliatura? Questa è la domanda più gettonata a Mileto, a pochi giorni di distanza dalla conclusione delle elezioni. La richiesta è del tutto plausibile, visto che da oltre un decennio le maggioranze che si succedono a Palazzo dei normanni non riescono a conseguire questo obiettivo. Un traguardo facilmente perseguibile in altri contesti territoriali, dati alla mano non nella cittadina normanna. Ad aprire la stagione delle amministrazioni mandate anticipatamente a casa è stato nel 2008 l’allora sindaco Rocco Condoleo. In quella circostanza, l’attuale primo cittadino Giordano rivestiva la carica di vicesindaco. A provocare il “fine corsa” de “La Locomotiva” furono, in quel caso, le contemporanee dimissioni di buona parte dei consiglieri di maggioranza e di opposizione. Stessa sorte toccò nel 2012 all’amministrazione guidata da Vincenzo Varone, con l’aggravante che a provocarne lo scioglimento del Consiglio sono stati, invece, i rapporti con la criminalità organizzata. Negli ultimi giorni del 2017 non ha raggiunto l’ambita meta neanche il sindaco Domenico Antonio Crupi, costretto a dimettersi, a tre anni di distanza dall’inizio del suo mandato, dai suoi stessi esponenti di maggioranza.

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Infine, la recente “toccata e fuga” di Rosetta Mazzeo, dimessasi nell’agosto dello scorso anno dall’incarico di primo cittadino, a poco più di due mesi dal suo insediamento a Palazzo dei normanni, per motivi che ancora oggi rimangono almeno in parte oscuri. In uno scenario del genere, intervallato dalle conseguenti gestioni commissariali dell’ente ed “arricchito” dai tanti casi di cronaca nera insoluti registratisi sul territorio, si capisce bene quanto arduo risulti oggi il compito di Natino Giordano. Mileto, si sa, è un paese attenzionato dalla magistratura e da troppo tempo attende di beneficiare di un riscatto morale e di un salutare cambio di rotta nel modo di amministrare la cosa pubblica. Per vincere la sua scommessa, allora, il nuovo sindaco dovrà riuscire a far emergere le potenzialità proprie del gruppo e puntare su una giunta di alto profilo, capace sin da subito di attuare quel sostanziale cambio di rotta, tanto atteso sul territorio, e di andare oltre i meri interessi personali e di bottega. Ma, soprattutto, dovrà dare una chiara impronta di moralità, legalità e trasparenza al suo operato, a fatti e non a parole. Riuscendo, nel contempo, a non farsi tirare dalla giacca, ad ovviare ad alcune criticità, che pur persistono all’interno della maggioranza “Città Futura”, e a fare memoria del fatto, ad esempio, che quasi tutte le quattro amministrazioni appena enunciate sono “cadute” proprio quando si stava per mettere nero su bianco al Piano strutturale comunale. Di ciò è sicuramente ben conscio lo stesso sindaco Giordano, forte della sua quasi trentennale esperienza tra gli scranni di Palazzo dei normanni. Così come del fatto che di fronte si ritroverà un’opposizione decisa a non fare sconti a nessuno, composta, tra gli altri, da uno specialista dell’Area tecnica come Gianfranco Mesiano e da due politici navigati come Vincenzo Scopelliti e Giulio Caserta.                             LEGGI ANCHE: Comune Mileto: cambio della guardia a Palazzo dei Normanni