Comune Vibo, “grandi manovre” anche nell’opposizione

Il già candidato sindaco Stefano Luciano sta lavorando per creare un macro-gruppo con il Partito democratico. Ma la strada è in salita e serpeggia il malumore da entrambe le parti

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Un unico macro-gruppo di opposizione, come avvenne nel 2015, non ci sarà. Ma la strada sembra in salita anche per la unificazione dei due gruppi principali. Stefano Luciano, candidato sindaco uscito sconfitto dalle elezioni del 26 maggio a Vibo Valentia, sta lavorando per inglobare Vibo Unica nella “grande famiglia” del Partito democratico. La conseguenza logica sarebbe il conferimento, anche formale, del ruolo di leader allo stesso Luciano a Palazzo Luigi Razza (ma non solo). L’operazione, però, non è affatto scontata. Intanto per un motivo semplice: le due liste che hanno eletto un unico consigliere, ovvero Concretezza con Pietro Comito e Vibo prima di tutto con Loredana Pilegi, non hanno nessuna intenzione di transitare nel Pd, e per Comito, poi, è superfluo anche pensarlo. Il che ridurrebbe già il potenziale macro-gruppo da nove a sette consiglieri, escludendo – chiaramente – il Movimento 5 Stelle che correva per conto suo. Di questi sette consiglieri, quattro, compreso Luciano, sono di Vibo Unica (Alfredo Lo Bianco, Giuseppe Policaro e Giuseppe Russo) e tre del Pd (Marco Miceli, Stefano Soriano e Azzurra Arena). 

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Le resistenze si starebbero riscontrando da entrambe le parti. Sono tanti a non vedere di buon occhio un’operazione del genere. Sia dell’area Luciano che tra i militanti storici di via Argentaria. Le trattative, comunque, sono avviate, e lo stesso ex candidato sindaco avrebbe programmato una serie di colloqui per sondare il terreno e comprendere i margini di manovra entro cui condurre l’attività politica sul territorio, anche in prospettiva futura. Tra l’altro proprio nel weekend il leader di Vibo Unica dovrebbe incontrare il vicesegretario nazionale del Pd Andrea Orlando ed il commissario regionale Stefano Graziano. Bisognerà capire, poi, come prenderebbero questo ingresso personaggi che al Pd sono iscritti e non da ieri o che hanno dedicato buona parte della loro vita politica alla causa democratica, a cominciare – giusto per fare nomi – dai due eletti Marco Miceli e Stefano Soriano, con quest’ultimo che animava le Feste dell’Unità in città mentre Luciano era parte integrante della giunta di Elio Costa ed ora si vedrebbe “scavalcato” da un’operazione del genere, già sulla nomina di capogruppo. Ma a non essere convinto della bontà dell’operazione, come detto, è anche qualcuno interno a Vibo Unica, che mal digerirebbe l’essere risucchiato in un partito che ancora non si è ripreso dallo svuotamento politico-elettorale e dove non regna certo l’armonia. Una situazione complessa, che però dovrà necessariamente essere risolta in meno di una settimana. Perché il 18 giugno si insedia il nuovo consiglio. E già da come si siederanno i consiglieri si potrà intuire che piega prenderà l’opposizione.