mercoledì,Aprile 21 2021

Stefanaconi, «Assente a riunioni e iniziative»: Solano “licenzia” il vicesindaco Disì

Al suo posto già nominato l’attuale presidente del Consiglio Cugliari. Contestato il «disinteresse rispetto al suo ruolo», ma la decisione si presta a letture politiche che chiamano in causa anche De Nisi  

Stefanaconi, «Assente a riunioni e iniziative»: Solano “licenzia” il vicesindaco Disì

I bene informati sapevano che sarebbe stata solo una questione di tempo. Avevano intuito che le diversità (nell’approccio politico e amministrativo al ruolo) avevano ormai superato di gran lunga i punti di convergenza con il resto della maggioranza. Così quello strappo si è infine consumato non mancando di destare, nonostante ce ne fossero tutte le evidenze, una certa sorpresa. Specie, a quanto pare, da parte di chi l’ha “subito”. Carmelo Disì non è più il vicesindaco di Stefanaconi. Lo ha deciso il primo cittadino (nonché presidente della Provincia) Salvatore Solano, non senza essere sollecitato da più parti nella sua stessa maggioranza. Al posto di Disì, il sindaco ha già provveduto ad ufficializzare la nomina a suo vice dell’attuale presidente del consiglio comunale Fortunato Cugliari. Per l’ormai ex vicesindaco, primo degli eletti nelle consultazioni comunali del 2017 con 122 voti ottenuti prevalentemente nella frazione Morsillara (suo bacino elettorale di riferimento), arriva una revoca motivata “dall’oggettiva valutazione rispetto all’impegno politico amministrativo dimostrato. Le reiterate assenze alle riunioni di maggioranza – si legge ancora nel decreto sindacale -, la mancata partecipazione a quasi tutte le attività promosse ed organizzate dall’amministrazione comunale, il disimpegno rispetto alla delega assegnata, le ingiustificate assenze ad alcune sedute di consiglio comunale e ad quelle di Giunta, tra cui quella sull’approvazione del bilancio preventivo, rientrante peraltro nella delega allo stesso assegnata, sono tutti elementi che inducono a rivedere, alla base di un dato squisitamente oggettivo, il ruolo assegnato in seno all’esecutivo. Più chance – precisa Solano – sono state offerte a Disì, a condizione di un rinnovato impegno nell’esercizio nelle sue finzioni di vicesindaco, anche queste puntualmente disattese. Tale disimpegno è inconciliabile con l’idea politica praticata dall’amministrazione comunale».  

Ed è in questa ultima annotazione, al di là delle “pecche” enunciate da Solano tra le motivazioni della scelta, che si può individuare un’ulteriore chiave di lettura. Politica appunto. Disì appartiene infatti ad un’estrazione diversa rispetto alla maggioranza in carica. Nipote dell’ex sindaco Salvatore Di Sì – già socialista poi aggregatosi all’area denisiana del Partito democratico prima dello strappo dello stesso Francesco De Nisi con i dem e del suo progressivo avvicinamento a Fratelli d’Italia -, l’ex vicesindaco si è via via orientato su posizioni distanti dall’attuale sindaco. Specie quando quest’ultimo si è candidato alla guida della Provincia senza ottenere il sostegno del suo vice che ha sposato la causa del “terzo polo” messo in piedi proprio da De Nisi a supporto dell’avversario di Solano Antonino Schinella. Se questa scelta ha effettivamente causato la sua defenestrazione dall’esecutivo non è dato saperlo, indubbiamente ha favorito un’ulteriore divaricazione delle distanze tra i due amministratori. La frazione Morsillara (già orfana del consigliere Antonino Lo Bianco, anch’egli surrogato per troppe assenze) perde così la sua rappresentanza in Giunta, dopo che nella precedente consiliatura aveva espresso addirittura il sindaco. Un duro colpo all’immagine dei Di Sì (nelle due varianti anagrafiche Di Sì e Disì), e per osmosi anche a quella di De Nisi, che difficilmente rimarrà “impunito”. Politicamente parlando, s’intende

Dopo lo scossone, l’Amministrazione si è rapidamente riassestata mostrandosi compatta sia sul nome del nuovo vicesindaco che del nuovo presidente del Consiglio. Nel primo caso la scelta è, come detto, ricaduta su Cugliari, che ha assunto anche la responsabilità finanziaria e quella amministrativa dell’Ente attualmente in capo al sindaco dopo la rinuncia di Disì che l’aveva mantenuta per un breve periodo. Anche per il ruolo di presidente dell’assemblea, che dovrà passare dal voto dell’aula, c’è piena condivisione rispetto ad una figura nuova e di “rottura” rispetto alle prassi consolidate.      

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