Carattere

Intervista al neo delegato al Bilancio, a margine del primo consiglio comunale. «Partiamo da una seria analisi del non riscosso e dal Piano di riequilibrio. Fiduciosa sull’uscita dal dissesto»

Maria Teresa Nardo, assessore al Bilancio
Politica

Maria Teresa Nardo ha indubbiamente la delega più pesante. Perché pesante è il dissesto finanziario del Comune di Vibo Valentia e pesanti dovranno essere necessariamente le misure di risanamento che verranno inserite nel Piano di riequilibrio già deliberato dai commissari. Ma il neo assessore al Bilancio, che la materia economico-finanziario la conosce per mestiere, non si scoraggia. Anzi. Sa bene, però, che la via da seguire è una sola: la lotta all'evasione dei tributi. In questa intervista a margine del primo consiglio comunale dell'era Limardo, la Nardo, di origini vibonesi, professore associato all'Unical, ha spiegato quali saranno i primi passi da compiere sul fronte del risanamento delle casse di Palazzo Luigi Razza. 

«Bisogna iniziare dai tributi, da un'analisi del non riscosso - ha dichiarato -, bisogna andare a indagare le motivazioni, perché buona parte del dissesto nasce dal fondo crediti dubbia esigibilità, che viene costituito proprio per sopperire alla mancata riscossione dei tributi accumulata negli anni». L'impellenza è invece il Piano di riequilibrio, che «comporta scadenze anche in estate. Non è un documento semplice - ha aggiunto - perché vanno individuate le misure di risanamento che siano economicamente sostenibili, e quindi serve capire nell'ambito dei vari settori, tecnici e finanziari, quali misure adottare per ripianare il disavanzo che oggi si attesta attorno ai 20 milioni, e in quanti anni».

Per i cittadini non ci saranno sostanziali differenze rispetto ai tributi ed ai servizi: «Il ricorso al Piano - ha spiegato ancora l'assessore al Bilancio - vincola alcune scelte, basti pensare che non si può ricorrere alle assunzioni fin tanto che non viene presentato, però è appunto un vincolo temporaneo. Si può ricorrere all'indebitamento, ad esempio, solo se si riducono i costi gestione come l'energia elettrica e i consumi in generale. Ma sono effetti che la città ha già vissuto attraverso il dissesto». Quanto al famigerato dissesto, la cose potevano andare diversamente: «Se avessimo avuto un situazione differente, con la chiusura del dissesto precedente, si potevano fare interventi diversi. Ci sono i margini per chiudere il dissesto, ma è necessario - ha concluso la Nardo - attuare una forte lotta all'evasione».

Lacnews24.it
X

Seguici su Facebook