Vibo, Grillo (FI): «Stiamo riproponendo il “Patto del Nazareno” in miniatura»

L’ex consigliere regionale non si allinea: «Ormai abbiamo assessori che ammettono candidamente di avere in tasca la tessera del Pd. Riproporre ancora quello schema nazionale ci porterà a scomparire»

L’ex consigliere regionale non si allinea: «Ormai abbiamo assessori che ammettono candidamente di avere in tasca la tessera del Pd. Riproporre ancora quello schema nazionale ci porterà a scomparire»

Informazione pubblicitaria
Alfonso Grillo
Alfonso Grillo

Il suo malumore non l’ha mai nascosto. Dall’inizio. Un malumore che si è palesato già all’indomani della vittoria elettorale di Vibo Valentia, con alcune azioni emblematiche come disertare le riunioni per la scelta dell’esecutivo. E che oggi diviene pubblico. Alfonso Grillo non ha nessuna intenzione di ingoiare in silenzio una minestrina che altri hanno cucinato per lui. Le dichiarazioni dell’assessore Gaetano Pacienza, che al Quotidiano ieri ha ammesso candidamente di avere ancora in tasca la tessera del Partito democratico, sono state la classica goccia che ha fatto traboccare il classico vaso. Le doglianze, Grillo, ieri le ha affidate a Facebook, ed oggi, contattato telefonicamente, allarga il ragionamento e rincara la dose. Il destinatario, pur mai citato, è ovviamente colui che guida la nave azzurra in provincia, Giuseppe Mangialavori.

«In qualunque altro posto d’Italia sarebbe scoppiato un caso nazionale, a Vibo no. Qui tutto sembra normale. Sembra normale chiedere voti agli elettori di centrodestra e poi mettere in giunta gente dichiaratamente del Pd. Qualcuno ieri mi ha detto: comprendo le tue motivazioni, ma avresti fatto bene ad esprimerle nelle sedi opportune. Ma io chiedo: quale sarebbe la sede opportuna? La segreteria del Pd?».

Secondo l’ex consigliere regionale si sta tentando di riproporre nella dimensione locale ciò che è già avvenuto su scala nazionale. E che ha prodotto una caduta libera di Forza Italia, facendo toccare al partito di Berlusconi punti così bassi mai raggiunti. «Qui stiamo rifacendo il “Patto del Nazareno” in miniatura, quello che è costato milioni di consensi al nostro partito. Anche Giovanni Toti, a livello nazionale, sta rimarcando questo aspetto: andare a braccetto col Pd non paga, confonde i nostri elettori, ci fa perdere consenso. Giustamente. Ma a Vibo sembra che la cosa non interessi, a mio parere bisogna correggere qualcosa in Forza Italia, che è il mio partito».

Continua a serpeggiare il malumore nel centrodestra. E la questione non è circoscritta al solo Grillo. Iniziano ad essere in tanti, tra militanti di destra ed elettori, che non digeriscono affatto questa trazione sinistrorsa della giunta Limardo, e sarebbe un errore, da parte della dirigenza, sottovalutare questo aspetto. Al momento, però, carta canta: quella lista “sinistrorsa”, Città futura, quella degli ex Pd o comunque la si voglia identificare, ha portato una vagonata di voti. Finché la luna di miele dura, ai malpancisti converrà fare scorta di Maalox. Finché dura…

LEGGI ANCHEVibo, la vittoria “incomprensibile” del centrodestra e la scomparsa della sinistra