Vibo, il Pd cambia bersaglio e attacca Lo Schiavo

Il consigliere comunale Alfredo Lo Bianco: «Non è stato capace di creare un centrosinistra unito ed ora parla da fuori, mentre la sua consigliera, Loredana Pilegi, fa accordi trasversali con la maggioranza»

Il consigliere comunale Alfredo Lo Bianco: «Non è stato capace di creare un centrosinistra unito ed ora parla da fuori, mentre la sua consigliera, Loredana Pilegi, fa accordi trasversali con la maggioranza»

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Non si spegne la polemica al Comune di Vibo Valentia dopo l’elezione dei presidenti delle commissioni, in particolare di quella di Controllo e garanzia andata a Pietro Comito, a differenza di quanto sollecitato da Pd e M5S che avevano indicato Luisa Santoro. La spaccatura nelle opposizioni si allarga ancora di più oggi, con le dichiarazioni di Alfredo Lo Bianco, confluito nel gruppo del Pd. In realtà il bersaglio sta fuori da Palazzo Luigi Razza. Lo Bianco attacca chi «nei mesi passati ha avuto la sfrontatezza di salire in cattedra per offrire lezioni di coerenza politica» ed oggi avrebbe agito diversamente. «È il caso – commenta – di Loredana Pilegi, eletta con il voto dei consiglieri della maggioranza, dichiaratasi più volte vicina ad Antonio Lo Schiavo, propugnatore, quest’ultimo dell’idea di un centrosinistra “puro”, che non accetta compromessi e che preferisce testimoniare la coerenza delle posizioni piuttosto che allargare le coalizioni. E però, questo senso della coerenza viene dimenticato quando si tratta di arrivare ad obiettivi individuali, quali la vicepresidenza di una commissione, frutto di un accordo politico trasversale che rende oramai poco credibile Lo Schiavo e offre una chiave di lettura diversa anche rispetto alle posizioni dallo stesso espresse in passato».

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Secondo Lo Bianco la chiave di lettura «è l’individualismo, inteso come politica diretta a ricavare a tutti i costi un ruolo per sé stessi, che ha portato negli anni Lo Schiavo a chiudersi di fatto in un “isolazionismo” limitato a qualche post su Facebook, che non gli ha permesso di sviluppare una solida politica di alleanze e di aggregazione e di praticare percorsi virtuosi che gli avrebbero consentito ciò che non è riuscito ad ottenere e cioè diventare il riferimento del centrosinistra a Vibo ed acquisire una posizione di dirigenza nell’ambito del Pd». 

A parere del consigliere dem, dunque, «questa continua avversione nei riguardi del Pd a cui sempre si guarda di fatto, pur dichiarando di non volersene interessare, è sintomatica di una volontà distruttiva che nasconde la speranza di potere ripartire dai cocci. Non si comprende, invece, che la ripartenza è già stata avviata in grande stile e che oggi il Pd ha un gruppo consiliare solido, numeroso e capace e che si è già avviata la fase di ricostruzione di un’area alternativa all’attuale governo cittadino aprendo a tutti quei pezzi di società civile che non sono portatori di quell’individualismo distruttivo che non ha permesso successi a chi oggi così tanto si agita. Lo Schiavo, pertanto, unitamente ai suoi due amici che compongono il movimento progressista di occhettiana memoria, si agitino poco, anzi si rassegnino al fatto che uno spazio è stato già occupato e si diano da fare realmente e con umiltà per risollevare le sorti del territorio. A tal fine, si ritengano invitati, se davvero tengono al centrosinistra, alla grande iniziativa che stiamo organizzando con la segreteria nazionale del Pd a settembre».