Opposizione lacerata a Vibo, il Pd: «I tre consiglieri ormai sono in maggioranza»

Documento politico dei democratici vibonesi. Dure accuse a Policaro, Comito e soprattutto Pilegi: «Nascondono ai loro elettori un cambio di campo che è nei fatti»

Documento politico dei democratici vibonesi. Dure accuse a Policaro, Comito e soprattutto Pilegi: «Nascondono ai loro elettori un cambio di campo che è nei fatti»

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Nel tardo pomeriggio, dopo tanto travagliare, il Partito democratico di Vibo Valentia ha inviato alla stampa un comunicato che è più un documento politico. Come anticipato qui, si tratta dell’esito della riunione di venerdì presieduta dal segretario provinciale Enzo Insardà, nel corso della quale si è discusso «della situazione politica determinata dalle scelte della maggioranza per alcune commissioni consiliari», e per l’esame di alcuni punti che verranno posti all’attenzione del prossimo consiglio comunale: dal riequilibrio di bilancio alla pulizia dei fossi, fino alla questione dei rifiuti

Nel mirino degli esponenti del Pd (la nota non è specificatamente firmata) ci finiscono ancora una volta i «3/11esimi della minoranza», che si sono discostati dagli altri 8 ed hanno «inciuciato con una maggioranza prepotente per il 100% dei ruoli di tutta l’opposizione». Vanno giù pesante in particolare con Loredana Pilegi (per colpire Antonio Lo Schiavo?), la quale, «forse per tacitare la sua cattiva coscienza, si è sperticata in giudizi sommari contro il Pd in sintonia con la maggioranza di destra della quale fa ormai parte. Ci auguriamo sia un momento di disorientamento dei tre ex della minoranza – prosegue la nota – aver reso più ampia la maggioranza consiliare rispetto alla recente collocazione che li vedeva sul fronte opposto. Il tempo dirà se la corsa ad appuntarsi medagliette e a consumare dispettucci sarà l’inizio di un avvicinamento di posizioni politiche e di condivisioni amministrative. Noi opereremo perché l’opposizione mantenga unità d’intenti sia nel consiglio comunale che nella città e faremo ogni sforzo perché venga superato lo sbandamento dei consiglieri che abbiamo registrato». 

Da via Argentaria si dicono certi che le votazioni per le commissioni e la vicepresidenza del consiglio si rifanno «ai nuovi equilibri tentati da una maggioranza arrogante che ha incontrato alcune debolezze politiche». «I buoni propositi del civismo vibonese, della sinistra sbandierata che si ritrova con la destra e della destra che pensavamo rinsavita, si sono infranti dinanzi alle sirene di piccoli ruoli e di qualche poltroncina. È ben chiara l’operazione trasformista che si è consumata dietro le quinte e contro la volontà degli elettori: i consiglieri Policaro, Pilegi e Comito in votazioni che necessitavano di chiarezza politica, si sono ritrovati in modo incongruente sulla stessa linea della maggioranza». Secondo i dem vibonesi è «un grave vulnus democratico» aver attribuito la presidenza della commissione di garanzia «ad un consigliere che ha dichiarato di non farne parte». Così facendo, si sarebbe dato vita ad «accordi trasversali che premiamo le furbizie del momento e offuscano il significato democratico sia della maggioranza che dell’opposizione favorendo un clima inciucioso».

Ed è sempre la Pilegi nel mirino, quando viene detto che «l’attacco al Pd mosso dal rappresentante di “Vibo prima di tutto”, che insieme al Pd ha sostenuto la coalizione di Luciano, appare immotivata. Grazie a questa alleanza la lista ha eletto un suo rappresentante nell’opposizione. La scelta di transitare dall’altra parte viene giustificata goffamente da gratuiti e incomprensibili giudizi sul partito e la sua classe dirigente con la quale, fino a ieri, si condivideva la stessa piattaforma e le stesse finalità». Si tratterebbe quindi di una «deriva» che da un lato «supporta una destra rispetto alla quale il Pd è alternativo», e dall’altro «aumenta le difficoltà di una sinistra – che noi vogliamo unita – alla quale si vuole addebitare una scelta ingiustificabile e dannosa con puerili argomentazioni». Per il Pd non v’è dubbio alcuno: i tre consiglieri avrebbero già deciso il proprio «cambio di campo», «nascondendolo» ai loro elettori. «Rispettiamo le scelte di ognuno che si assume le relative responsabilità ma non è consentito trovare alibi per repentine modifiche di pensiero e comportamento nascondendole dietro fumosi attacchi al Pd. Non è serio. Il Pd – conclude il documento – è impegnato in una faticosa opera di rinnovamento e ricostituzione di progetto e alleanze», chiede «l’apporto di tutti» ma è «molto critico con i censori dell’ultima ora». Con i censori ma non con il Censore.

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