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Il gruppo di opposizione si appella al sindaco Marasco affinché richiami la Provincia alle sue responsabilità in materia di manutenzione e messa in sicurezza della viabilità locale   

L'incidente avvenuto ieri
Politica

«Siamo indignati per quello che succede nelle nostre strade abbandonate al loro destino, come se tutto fosse normale, quando, sappiamo che normale non è. Ieri un ragazzo di Nicotera ha rischiato la vita percorrendo in moto, la strada provinciale che da Nicotera porta a Joppolo. La stessa strada che in seguito all'alluvione di giugno del 2018 ha subito gravi danni. Nonostante le continue segnalazioni da parte della Polizia municipale di Nicotera non è stato mai preso alcun provvedimento per un’urgente e necessaria sistemazione; e chi aveva il compito di mettere in sicurezza la strada, si è solo limitato, da un anno a questa parte, a delimitare la scarpata con una rete di plastica arancione con la semplice scritta “lavori in corso”… per opere di cui, ad oggi, non si registra invece nessuno avvio». Si dicono comprensibilmente indignati gli esponenti della lista Movi@Vento all’opposizione al Comune di Nicotera, Antonio D’Agostino, Maria Adele Buccafusca, Salvatore Pagano, rispetto alle condizioni in cui versa la viabilità locale nei dintorni della cittadina medmea dove ieri si è registrato l’ennesimo incidente stradale che solo per un caso fortuito non si è trasformato in tragedia. «Alla luce di quanto esposto - i consiglieri di Movi@Vento -, chiedono al sindaco se non ritiene necessario e doveroso rivolgersi al presidente della Provincia per indurlo a prendere un'azione immediata per la sistemazione della strada sopra indicata. Analoga assicurazione riteniamo vada richiesta per la strada provinciale 23, che da Nicotera porta in Marina, e che vede il crinale a rischio di caduta di massi. Non si ribadisce mai abbastanza che la sicurezza delle nostre strade è indispensabile per una strategia di prevenzione da incidenti che possono mettere la vita in grave pericolo. Richiamare le istituzioni competenti alle loro responsabilità - concludono D’Agostino, Buccafusca e Pagano -, per non dover poi piangere eventuali morti che si possono evitare, è il minimo che si può e si deve fare».

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Lacnews24.it
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