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E’ quanto prevede il regolamento attuativo del Decreto crescita la cui bozza sarà portata a breve all’esame dei capigruppo. L'assessore Nardo: "Misura di giustizia sociale"

Politica

«Seppur consapevole della difficile situazione generale di crisi economica che rende la pressione fiscale un macigno oneroso per le attività produttive, auspico la massima collaborazione da parte dei gestori economici al fine di consentire insieme la crescita collettiva, in virtù del principio di “pagare tutti, per pagare di meno”». Così il sindaco di Vibo Maria Limardo commenta il regolamento di attuazione, in via di emanazione, del cosiddetto Decreto crescita. «Il regolamento - prosegue il sindaco -, costituisce un ulteriore tassello delle misure varate dall’Amministrazione al fine di implementare la riscossione dei tributi comunali e su cui si è particolarmente soffermata l’attenzione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale congiuntamente alle altre iniziative quali la riscossione mediante ingiunzione. In ottemperanza al recente Decreto legge del 30 Aprile 2019, n° 34 (così come modificato dalla Legge di conversione n° 58 del 28 giugno 2019), nell'ambito dell'attuazione delle misure urgenti finalizzate a favorire la crescita economica collettiva, garantire la qualità dei servizi pubblici e contenere la tassazione generale dei contribuenti, l’assessore alle attività produttive Gaetano Pacienza ha predisposto apposito regolamento per dare attuazione alla disposizione. L’amministrazione comunale ribadisce a tutti gli esercenti di attività commerciali l'obbligatorietà della corresponsione dei tributi locali all'Ente».

Ancora si chiarisce che, come da regolamento per tributi locali, «debbono intendersi tutte le obbligazioni di natura tributaria facenti capo al Comune come ente gestore, ivi comprese le situazioni di appalto e/concessione ad altri soggetti concessionari, pubblici e privati, per l'accertamento o la riscossione e con esclusione delle cosiddette addizionali di competenza direttamente statale o dell'Agenzia delle entrate (o comunque di altri Enti), in riferimento alle quali l'Ente locale è soltanto un mero beneficiario finanziario. Nei casi accertati di violazione dei doveri tributari - a causa ad esempio di omessa o infedele denuncia o di parziale o mancato versamento alla scadenza ordinaria - non sarà consentito il rilascio della licenza, dell'autorizzazione o della concessione economica oppure verrà avviato il procedimento di sospensione della licenza commerciale e della relativa attività autorizzata, per la durata del tempo necessario all'adeguamento della violazione (statuito in 30 giorni di decorso temporale). Qualora il soggetto versante in posizione di irregolarità non provvederà a regolarizzare la propria posizione tributaria - nei successivi 90 giorni - verrà disposto il provvedimento di revoca (nel rispetto dei parametri di proporzionalità - Cons. St., III, 13.3.2014, n° 1303)».

Altresì, il Comune informa che «in aggiunta alle consuete attività di accertamento fiscale e recupero, si affiancheranno nuovi strumenti e diverse modalità di riscossione, con avvio - da parte dell'Ufficio competente alla gestione degli stessi - di tutte quelle attività di verifica delle posizioni trasmesse tramite un interscambio di dati ed informazioni, in concertazione con l'Ufficio Tributi e con l'Ufficio attività produttive Suap». Per l’assessore Maria Teresa Nardo «La sospensione della licenza per le attività economiche che non verseranno i tributi (come ad esempio la Tari), si pone come misura di giustizia sociale e di contrasto all'evasione fiscale, in quanto strumento per garantire equità e giustizia nei confronti di quei contribuenti che si pongono in posizione di regolarità amministrativa». La bozza regolamentare sarà portata all’esame dei capigruppo consiliari all’inizio della prossima settimana dall’assessore Pacienza, per poi approdare in consiglio comunale.

Lacnews24.it
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