mercoledì,Giugno 29 2022

Fusione dei Comuni, da Pizzo Muzzopappa contro “Progetto Valentia”: «No alle mire espansionistiche dei vibonesi»

Il capolista di “Città Libera” polemizza con gli altri due candidati a sindaco Pititto e De Pasquale: «In contraddizione e asserviti al potere politico»

Fusione dei Comuni, da Pizzo Muzzopappa contro “Progetto Valentia”: «No alle mire espansionistiche dei vibonesi»
Il Comune di Pizzo e nel riquadro Francesco Damiano Muzzopappa

In campagna elettorale tiene banco, a Pizzo, il “Progetto Valentia”, con tanto di eventuale accorpamento ed unione dei Comuni limitrofi alla città capoluogo di Provincia. Dopo la presa ufficiale di distanza del candidato a sindaco del gruppo “Adesso Pizzo” Sergio Pititto, oggi ad intervenire e ad attaccare il sindacalista di lungo corso della Cisl è l’altro aspirante primo cittadino Francesco Muzzoppappa. Nel mirino le mire espansionistiche che la città napitina continuerebbe a subire da decenni da Vibo Valentia e dagli stessi politici vibonesi, i quali, «in cerca di voti e di consensi, nelle varie tornate elettorali vedono Pizzo come una mucca da mungere, per sistematicamente sparire subito dopo. La nostra comunità – attacca il capolista di “Città libera” – è stata derubata negli anni proprio da questi politicanti che, senza il minimo ritegno, hanno carpito direttamente o tramite i loro pupilli, scelti dal parlamentare vibonese di turno, la buona fede del popolo pizzitano. L’antico porto di Pizzo fu spostato pochi chilometri più in là in territorio vibonese, la locale stazione portata al confine tra i due comuni (in territorio di Vibo) e che cosa dire dell’accentramento su Vibo di tutti gli uffici di cui Pizzo deteneva la sede? Per ultimo la definitiva espoliazione del nostro ospedale che, nel nuovo riassetto regionale, ha perso tutti i suoi ambulatori per essere relegato a centrale operativa ossia a centralino, ad opera proprio di quell’assetto regionale e nazionale di Forza ItaliaMangialavori, Comito – che è venuto a Pizzo per sostenere il loro portavoce locale Pititto. Si stessero a casa loro! Siamo stufi di votare chi ci accoltella alle spalle, pensando i pizzitani siano allocchi e che Pizzo sia terra di razzia per i vibonesi». [Continua in basso]

L’inaugurazione della sede elettorale di Pititto

A seguire, Muzzopappa ricorda che la città napitina è la patria di uomini come Salomone, Anile, Marincola «e quanti altri che hanno onorato il suo nome nel mondo, assieme ai suoi marittimi che hanno girato il lungo e in largo il globo terracqueo». E che, quindi, «non sarà certo un manipolo di “interessati politici”, a privarla della sua identità. Oggi, Vibo Valentia, con il suo progetto osannato dai vertici locali di Forza Italia, tra i quali la sindaca Limardo, e da quegli onorevoli che sono venuti a chiedere ai pizzitani il loro voto per Pititto – aggiunge il capolista di “Città Libera” – mira a rubare persino il nome e la storia di Pizzo, umiliando profondamente la sua gente. Il tentativo puerile di Pititto, di prendere le distanze da questo furto, è palesemente in conflitto e contraddittorio con le politiche del partito che sostiene apertamente la sua lista, e la sua presa di posizione “contraria” è giunta con quell’attimo di ritardo che fa capire che le sue scelte non sono libere e fatte a favore di Pizzo, bensì asservite al potere politico di cui si è dichiarato servitore».

A sostegno della sua tesi Muzzopappa prende ad esempio il fatto che Pititto abbia preteso che fosse cancellata la pagina Facebook “Pizzo non si tocca”, «un movimento creato dal suo candidato Broussard». Subito dopo, evidenzia che la stessa contraddizione, a sua parere, persiste anche nella lista “Domani è Oggi” dell’altro candidato a sindaco Emilio De Pasquale, «dove il Movimento 5 Stelle che lo sostiene si fa promotore del Progetto Valentia e il Pd, partito anch’esso che lo appoggia direttamente con la lista “Adesso è Oggi”, con il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo si schiera a favore del progetto in barba alle sue dichiarazioni. Al contrario – conclude Muzzopappa – la nostra proposta è che Pizzo, quale più grande comune del bacino dell’Angitola, si faccia promotore e capo fila di un’unione tra i Comuni di questo comprensorio. Non la fusione che intende il Progetto Valentia, con la soppressione delle comunità coinvolte e della loro storia, ma un’unione di intenti, di gestione dei servizi, di utilizzo del personale allo scopo di avere e veicolare maggiori servizi e finanziamenti, mantenendo per ogni municipio la propria identità geografica e culturale. Questa è la Pizzo che vogliamo, libera da condizionamenti partitici. Questa è la garanzia che vogliamo e possiamo dare oggi ai nostri concittadini».

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