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Vibo, Pd all’attacco: «Fondi per la cultura tagliati di quasi dieci volte. Cosa resta della Capitale del libro?»

Il capogruppo dem in Consiglio comunale Stefano Soriano punta il dito contro l'amministrazione Limardo dopo l'approvazione di Bilancio di previsione e Documento unico di programmazione: «Solo 33mila euro per il triennio 2022-2024 per la valorizzazione del nostro patrimonio storico, che così rischia di restare nel pantano»

Vibo, Pd all’attacco: «Fondi per la cultura tagliati di quasi dieci volte. Cosa resta della Capitale del libro?»
Palazzo Luigi Razza, sede del Comune
Stefano Soriano

«Tante belle parole e tanti ringraziamenti a buona parte della giunta. Il sindaco in sede di approvazione di bilancio preventivo è parsa quasi più concentrata ad elogiare alcuni suoi assessori che a suo dire hanno portato una vera e propria svolta nei propri settori, che a difendere un bilancio preventivo che di fatto per questa citta non prevede nulla di buono. Dopo tre anni anche la storia che in queste condizioni di bilancio tutto è difficile non regge più, infatti dopo tre anni un minimo di programmazione avrebbe dovuto vedersi. La mano di questa amministrazione avrebbe dovuto essere forte e condurre questa città verso una vera e propria svolta». Così in una nota il capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale a Vibo Valentia, Stefano Soriano, in seguito all’approvazione – con i soli voti della maggioranza – del Bilancio di previsione, con allegato il Piano triennale delle opere pubbliche, e il Documento unico di programmazione. [Continua in basso]

Diminuiscono i fondi per la cultura

Il sindaco di Vibo Maria Limardo

«Nei fatti e soprattutto nei documenti (Documento unico di programmazione), che sono quelli che spesso contraddicono le parole – scrive Soriano -, troviamo ad esempio per quanto riguarda la cultura, 82.000,00 euro per attività culturali ed interventi diversi nel settore culturale per l’anno 2023 ed 81.000,00 per l’anno 2024, e solo 33.000,00 per il triennio 2022-2024 per la valorizzazione dei beni di interesse storico. Ed allora viene da chiedersi cosa abbia lasciato Vibo Capitale del Libro 2021 a questa città ed a questa amministrazione, se invece che potenziare gli investimenti sulla cultura passiamo dai quasi 700.000,00 euro del 2021 agli 81.000,00 euro del 2024. Nulla, verrebbe da dire, leggendo i documenti e gli atti. Vibo Capitale del Libro, oggi Vibo città del libro, diminuisce il proprio investimento di quasi dieci volte».

Soriano dunque punta il dito contro il primo cittadino, Maria Limardo, e la sua amministrazione: «Eppure gli elogi agli assessori non sono mancati da parte del sindaco che avrebbe dovuto invece spiegare a questa città, purtroppo sempre più interessata dalla politica e dall’amministrazione, perché nella Capitale del libro si investe così poco per la cultura, perché ci sono sempre meno spazi per l’aggregazione culturale, perché la Biblioteca programmata a Vibo Marina nel progetto di Vibo Capitale del Libro è diventata un punto di lettura nella Tonnara di Bivona che viene sempre più parcellizzata per nascondere, anche lì, evidentemente il fatto che non si sa che cosa si voglia realmente realizzare». [Continua in basso]

Valorizzare il patrimonio storico

Il tempio dorico al Belvedere

Secondo il capogruppo dem, l’amministrazione Limardo «ha davvero tanta confusione: 33.000,00 euro per anno nel triennio 2022-2024 per la valorizzazione dei beni di interesse storico significa continuare a tenere chiusi ed inagibili i parchi archeologici, il castello di Bivona e tutto quanto il nostro bellissimo patrimonio artistico e culturale possiede. Abbiamo visto negli anni come spesso la nostra città è stata associata alla delinquenza ed alla criminalità organizzata e tutti con forza abbiamo reagito per cercare di scrollarci di dosso questa triste immagine, tuttavia questo non basta, la reazione deve avvenire con i fatti. La bellezza ci salverà diceva qualcuno, ed io ne sono profondamente convinto. Ma questa bellezza dobbiamo farla emergere e metterla a frutto. Il nostro patrimonio storico deve essere visibile, connesso con il nuovo mondo digitale e deve permettere a molti giovani di viverci con quanto di bello abbiamo. Fino ad oggi – conclude Soriano – da questa amministrazione abbiamo visto tanti slogan e poca visione, la ricreazione è finita ed il sindaco farebbe bene a dare una svolta».

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