giovedì,Settembre 16 2021

Flop del referendum, il Forum: «Così Renzi si trivella da solo»

Per il portavoce delle associazioni vibonesi, D’Agostino, «difficile che chi ha votato “si” il 17 aprile non approfitti della prossima consultazione referendaria costituzionale per esprimere il proprio dissenso nei confronti del premier».

Flop del referendum, il Forum: «Così Renzi si trivella da solo»

«La Calabria e la Sicilia escono piuttosto male con il loro 26% e 28% di votanti e questo malgrado i danni che hanno subito e che subiscono per la presenza di tanti impianti inquinanti. Ma molto peggio escono i partiti, in primis il Pd, con Oliverio in testa (che di fatto ha obbedito al Capo), che si sono dati alla macchia durante tutta la campagna referendaria. Nel panorama generale svetta il risultato di oltre il 50% della Basilicata, a dimostrazione che in quella regione (dove si estrae l’82% del petrolio nazionale) le trivelle invece di lavoro e prosperità hanno portato danni all’ambiente ed alla salute».

È quanto dichiara in una nota, Antonio D’Agostino, portavoce del Forum delle associazioni vibonesi, aggiungendo che «è intollerabile l’uso strumentale di Renzi nel volersi attribuire una vittoria che di fatto non c’è o quanto meno non esiste nei termini in cui egli la vuole rappresentare».

Per D’Agostino «In sintesi: su cinque dei sei quesiti referendari il governo ha dovuto fare marcia indietro, ridando la potestà alle regioni in materia di energia. Inoltre, la responsabilità di aver voluto il referendum, con la correlativa spesa di 350 milioni, è tutta del governo. Sarebbe infatti bastato non inserire proditoriamente l’emendamento oggetto del quesito nella legge di Stabilità o, almeno, accorpare la votazione con quella delle prossime amministrative. Altro che dare la colpa al governatore Emiliano & Co».

Vi è poi un elemento politico che viene messo in risalto: «I 13,5 milioni di Sì (circa il 30% degli aventi diritto) sono un notevole risultato perché espressi sulla base di forti motivazioni per cui sarà difficile che questa scelta, diventata inevitabilmente di dissenso nei riguardi del Premier, non torni ad emergere anche nel prossimo referendum costituzionale (senza quorum) che dovrebbe tenersi ad ottobre prossimo. E se anche detta percentuale dovesse scendere al 25%, il Premier non dovrebbe dormire sonni tranquilli, soprattutto se si pensi che dovrà trovare una percentuale un tantino maggiore e contraria per poter sperare di vincere. Ma se pensiamo che al referendum del 2001 (Riforma del Titolo V della Costituzione) la percentuale dei votanti è stata del 35% ne consegue che, con il prossimo, Renzi potrebbe aver cominciato a trivellarsi da solo. Della serie “Chi di quorum ferisce di quorum perisce”».

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