venerdì,Luglio 1 2022

Rischio idrogeologico, Vena sarà messa in sicurezza: ok al progetto definitivo ed esecutivo

Previsti interventi per quasi 800mila euro grazie ai fondi concessi dal governo. Il 60 per cento sarà, tuttavia, concesso previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio

Rischio idrogeologico, Vena sarà messa in sicurezza: ok al progetto definitivo ed esecutivo
Il Comune di Vibo

Disco verde da parte della giunta comunale di Vibo Valentia, su indirizzo dell’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo, al progetto definitivo ed esecutivo dei “Lavori di messa in sicurezza delle aree collinari al contorno della città di Vibo Valentia, gravate da fenomeni di dissesto con frana”. Gli interventi riguarderanno, in particolare, Vena Media per un importo dei lavori pari a complessivi 750.000 euro. I fondi per poter avviare la messa in sicurezza nella frazione del capoluogo arrivano dal Decreto predisposto in maniera congiunta dal Ministero dell’Interno e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, del 23 febbraio del 2021, che ha assegnato le risorse disponibili per l’anno 2021 e fatto soprattutto sapere i Comuni a cui spetta il contributo previsto da destinare ad investimenti relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio. 

Il Comune di Vibo Valentia è risultato, dunque, «beneficiario di diversi interventi», per i quali aveva chiesto il contributo, tra cui quello inerente proprio i “Lavori di messa in sicurezza delle aree collinari al contorno della citta di Vibo Valentia, gravate da fenomeni di dissesto con frana” di 750.000 euro che, in coerenza con la tipologia di opere, riguarda interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico. Nello specifico, come anticipato, «tali lavori di messa in sicurezza riguarderanno la frazione di Vena Media e saranno di tipo preventivo, per la riduzione del rischio nelle aree che presentano attestato elevato rischio di frana e/o idraulico, e finalizzati all’aumento del livello di resilienza del territorio da tali rischi idrogeologici». L’idea progettuale è stata realizzata – su incarico del Comune – da parte dell’ingegnere Bruno Rondinelli e del geologo Vincenzo Morelli, che ha curato la parte riguardante lo studio geologico preliminare. [Continua in basso]

Ecco come verranno liquidati i fondi al Comune capoluogo

Il consigliere comunale Giovanni Russo
L’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo

Ricordiamo – come fatta in altra occasione – le modalità, contenute nel Decreto interministeriale, con le quali saranno liquidati i fondi all’amministrazione comunale: «L’erogazione del contributo avviene per una quota pari al 20 per cento entro il 28 febbraio 2021, mentre una quota pari al 60 per cento sarà concessa previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio. Il restante 20 per cento sarà liquidato previa trasmissione, al Ministero dell’interno, del certificato di collaudo, ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori». Il Comune beneficiario del contributo è, tuttavia, tenuto ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro i termini previsti.  In caso di inosservanza del predetto termine, «il contributo – è scritto sempre nel Decreto – già trasferito è recuperato dal Ministero dell’Interno, secondo le modalità previste, e non si procede all’erogazione della restante quota del contributo inizialmente attribuito». Infine, sempre i Comuni destinatari dei contributi, devono adempiere «all’obbligo di presentazione del rendiconto delle somme ricevute, presentando al termine dell’intervento, apposita relazione nonché una scheda analitica degli ordinativi di pagamento emessi. Nel caso di risparmi derivanti da eventuali ribassi d’asta, gli stessi sono vincolati fino al collaudo, ovvero alla regolare esecuzione e, successivamente, possono essere utilizzati per ulteriori investimenti, a condizione che gli stessi vengano impegnati entro sei mesi dal collaudo, ovvero dalla regolare esecuzione; eventuali economie di spesa non impegnate desunte dal sistema di monitoraggio, sono recuperate».

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