lunedì,Settembre 26 2022

Renzi arriva in Calabria: «Reddito di cittadinanza? Meglio creare posti di lavoro»

A una settimana dal voto il leader di Italia viva a Lamezia insieme a Maria Elena Boschi. Ok al rigassificatore di Gioia Tauro. Solidarietà a Gratteri: «Non condivido alcune sue opinioni ma siamo vicini a chi combatte contro la 'ndrangheta quotidianamente»

Renzi arriva in Calabria: «Reddito di cittadinanza? Meglio creare posti di lavoro»
Matteo Renzi a Lamezia

Ad una settimana esatta dal voto per le Politiche, il leader di Italia viva Matteo Renzi è approdato in Calabria. Insieme a Maria Elena Boschi, che proprio una settimana fa era stata anche a Vibo Valentia, il fautore del Terzo polo con Carlo Calenda è arrivato questa mattina a Lamezia Terme. Tanti i temi affrontati nel corso dell’iniziativa “La Calabria sul serio”, dal lavoro al reddito di cittadinanza fino alla crisi energetica e al rigassificatore di Gioia Tauro. E non sono mancati i colpi agli avversari politici. Prima su tutti Giorgia Meloni: «Quando dicevamo che si doveva prendere il gas dall’Adriatico altrimenti lo avrebbero preso i croati – ha detto Renzi a Lamezia -, Giorgia Meloni diceva che ero schiavo delle lobby del gas. Giorgia, sei diventata schiava delle lobby come me? O forse dovresti chiedere scusa. Giorgia non fare come Fonzie, ammetti che sulle trivelle hai sbagliato». [Continua in basso]

Cafiero De Raho e il reddito di cittadinanza

Quindi il riferimento a Federico Cafiero de Raho, candidato con il M5s: «L’ho incontrato il 16 maggio a Ercolano – ha affermato il leader di Italia Viva – e ricordo cosa mi disse sulle storture del reddito di cittadinanza. Rispetto a quello che diceva lui io sono un moderato. Poi è chiaro – ha aggiunto Renzi – che si cambia idea dopo una candidatura. Ha detto un’altra cosa che sottoscrivo totalmente: il termovalorizzatore è l’unico strumento per contrastare la criminalità sui rifiuti. Il M5S ha fatto cadere il governo sul termovalorizzatore di Roma. Il M5S ha fatto un favore alla criminalità quindi secondo questa logica, parola di Cafiero de Raho. Evocano le piazze e la violenza fisica perché quando si scontrano sui contenuti hanno paura».

Creare posti di lavoro

«Io sono per il lavoro, non per il reddito di cittadinanza in questo modo – ha detto Renzi – . Certo che dobbiamo dare una mano a chi non ce la fa. Certo che chi è povero deve essere sostenuto, ma bisogna aumentare gli stipendi, bisogna creare posti di lavoro, bisogna combattere la criminalità. Non si può educare all’odio ed alla violenza. Il presidente Conte ieri ha insultato noi, ma, soprattutto, ha insultato, le istituzioni. Quando io sono diventato presidente del Consiglio – ha aggiunto – per la povertà c’erano 20milioni di euro; quando ho lasciato la campanella a Gentiloni, sulla povertà c’erano 2 miliardi e 700 milioni di euro. Cosa vuol dire? Che bisogna mettere i soldi per la povertà per creare posti di lavoro ma quello che serve è un lavoro pagato bene. Questa è la differenza, che porta via il Mezzogiorno dal ricatto morale dell’assistenzialismo. Allora, creiamo posti di lavoro evitiamo che i giovani del Sud debbano emigrare». [Continua in basso]

«Conte spieghi perché cancellò unità missione dissesto»

«Conte dovrebbe venire a raccontarci perché chiuse l’unità di missione del dissesto idrogeologico – ha affermato Renzi sul palco di Lamezia -. Nelle Marche ci sono stati undici morti. Quel torrente si chiama Mise, è un torrentaccio come tanti torrentacci che ci sono nel nostro Paese, che aveva già creato dei danni nel 2014. Da premier misi 45.100.000 euro per fare la cassa di espansione del Mise e con Renzo Piano mettemmo una struttura dedicata, ad hoc, per fare lo sblocco della burocrazia. Conte, il primo atto che fece, nel giugno 2018, è stato cancellare l’unità di missione. Conte anziché minacciare fisicamente gli altri – ha aggiunto Renzi – vieni a fare un confronto civile su quelle cose che hai fatto. Facciamolo in Calabria un bel confronto su chi ha fatto qualcosa in questo nostro Paese; facciamo un confronto civile senza evocare le scorte, ma ragionando contemporaneamente e parlare concretamente dei contenuti».

La crisi energetica

Renzi ha parlato anche del caro bollette: «Ora sta intervenendo il presidente Draghi e poi lo farà il prossimo Governo. Bisogna, però, anche dire sì alle opere pubbliche necessarie. Vale in Calabria ed in tutto il resto del Paese. Se sul Tap in Puglia avessimo ascoltato quanti si dicevano contrari, ora avremmo un Paese costretto a battere i denti. Meno male che qualcuno ha il coraggio di dire sì alle opere necessarie».  

I rigassificatori di Gioia Tauro e Piombino

«Credo che Occhiuto faccia bene a candidare Gioia Tauro per il rigassificatore, così come credo che faccia bene a valorizzare Gioia Tauro e noi, con Ernesto Magorno, con Maria Elena Boschi e con tutti i nostri amministratori, siamo disposti a dare una mano al governatore, anche se non siamo nella maggioranza, perché pensiamo che chi governa abbia sempre il diritto di avere l’aiuto delle istituzioni locali, specie il governatore della Calabria. Dopodiché, parliamoci chiaro: il rigassificatore a Piombino – ha aggiunto Renzi – deve essere fatto subito perché a marzo, poi, si batte i denti. Quindi, ben venga il progetto per il futuro su Gioia Tauro, anche per il rigassificatore, ma non deve essere messo in contrapposizione a Piombino».

Solidarietà a Gratteri

Matteo Renzi ha poi espresso vicinanza al procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, per le minacce ricevute. «Uno può condividere o meno le opinioni di Gratteri: ad esempio sbaglia quando dice che la Cartabia sia stato il ministro peggiore. Non sono d’accordo con lui anche se non ho votato la Cartabia. Io rispetto al ministro Cartabia ho avuto opinioni diverse – ha aggiunto Renzi – e non dirò mai che è stato il ministro peggiore, anche perché, avendo visto Bonafede, la partita era semplice. Però Gratteri ha ricevuto delle minacce ed è giusto che tutti coloro che vanno a visitare in campagna elettorale e non solo, luoghi, regioni province della Calabria facciano sentire a Nicola Gratteri tutto l’affetto e la solidarietà delle istituzioni. Uomini e donne delle istituzioni fanno così, non usano la minaccia e l’istigazione alla violenza come strumento di lotta politica. Quindi, un abbraccio a chi combatte contro la ‘ndrangheta quotidianamente».

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