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Vibo, Federalismo e riforma del pubblico impiego al centro di un incontro con il senatore Vescovi

Palazzo Gagliardi ospiterà domani, 6 ottobre, la presentazione del libro Stati Uniti d’Italia-Obiettivo 2028” scritto dall’esponente leghista

Vibo, Federalismo e riforma del pubblico impiego al centro di un incontro con il senatore Vescovi
Lo storico Palazzo Gagliardi

Giovedì 6 ottobre alle ore 18.30 (ingresso libero) presso la Sala Cev di Palazzo Gagliardi a Vibo Valentia, si terrà la presentazione del libro: “Stati Uniti d’Italia-Obiettivo 2028” scritto dal senatore Manuel Vescovi (Lega). Il testo, prende spunto dal Ddl omonimo, presentato dallo stesso parlamentare e redatto da Fabrizio Giulimondi. «Un progetto che prevede di far prevalere il merito sul tempo -afferma l’autore- e contrastare al massimo l’odioso fenomeno della burocrazia, vero ostacolo allo sviluppo di un Paese». [Continua in basso]

Nel documento depositato in Senato nel luglio del 2020, Vescovi ipotizza un nuovo concetto di pubblica amministrazione e pubblico impiego, riassunta in questa modifica costituzionale: «La retribuzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni è determinata in base al merito. L’avanzamento della carriera avviene soltanto per merito ed obiettivi raggiunti».

«Il risultato sostituisce il tempo ed elemento portante diventa, dunque, l’obiettivo. È fondamentale, poi -spiega Vescovi – parlare “d’imprenditività”, dove ogni dipendente pubblico s’impegna come se lavorasse per sé stesso, sentendosi parte integrante di un ingranaggio, percepito come proprio, a cui si vuole fornire un valido contributo». «Oltre a ciò – rivela Vescovi – in aggiunta al diritto al lavoro, la Repubblica (Federale) riconosce in via autonoma, anche l’esercizio dell’attività d’impresa»

Tra gli otto punti focali della sua proposta di riforma c’è il Federalismo, ovvero «autonomia alle Regioni per valorizzare le realtà territoriali e per giungere ad un vero e proprio assetto federale. Occorre, poi, rileva Vescovi puntare al Presidenzialismo, ovvero, chi guida la Nazione deve essere eletto direttamente dai cittadini. Sono, altresì, molto importanti l’identità ed i valori locali che sono un nostro essenziale patrimonio. Valorizzare, dunque, le unicità e le diversità per accrescere il nostro immenso e qualificato bacino storico-culturale».

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