Vibo Sviluppo, rinnovato il Cda: Giamborino amministratore delegato

Prima riunione del nuovo consiglio d’amministrazione nel corso della quale sono stati assegnati incarichi e deleghe. Il nuovo Ad preoccupato per le sorti della società in ordine alla restituzione di una parte del finanziamento per il porto: «Criticità che potrebbe farla chiudere»

Prima riunione del nuovo consiglio d’amministrazione nel corso della quale sono stati assegnati incarichi e deleghe. Il nuovo Ad preoccupato per le sorti della società in ordine alla restituzione di una parte del finanziamento per il porto: «Criticità che potrebbe farla chiudere»

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Il Porto di Vibo, il Mise ha revocato un finanziamento di 8,1 milioni

Si è tenuta oggi presso la sede della Camera di Commercio di Vibo Valentia, la prima riunione del nuovo Consiglio di amministrazione di Vibo Sviluppo, soggetto responsabile dell’attuazione del Patto territoriale per la provincia di Vibo Valentia, nominato dall’Assemblea dei soci chiamata a rinnovare gli organi sociali, dopo aver preliminarmente proceduto alla riduzione dei componenti dell’organo amministrativo.

La stessa ha provveduto alla nomina di due amministratori nelle persone di Pietro Giamborino e Pasquale Barbuto e del collegio sindacale composto dal presidente Giuseppe Macrì, dai due componenti effettivi Anna Maria Arcella e Gabriele Fusca e dei sindaci supplenti Francesco La Bella e Giovanni Occhiato.

Il Cda così composto ha provveduto alla nomina del nuovo presidente del Consiglio di amministrazione, individuato nella persona di Pasquale Barbuto, e del nuovo Amministratore delegato nella persona di Pietro Giamborino ed ha, altresì, provveduto all’attribuzione delle rispettive deleghe.

A darne notizia è lo stesso Cda di Vibo Sviluppo che, in una nota, riporta le prime dichiarazione del nuovo amministratore delegato, che, alla luce «delle difficoltà che la società oggi si trova ad affrontare dopo i recenti provvedimenti del ministero per lo Sviluppo economico (che ha revocato un finanziamento di 8,1 milioni di euro per la riqualificazione del porto, ndr), che la società sta contrastando instaurando dei contenziosi, poiché dette criticità possono comportare la chiusura della società (considerata l’eventualità di dover restituire 1,6 milioni di euro, ndr) – Giamborino ritiene – necessario aprire con urgenza un tavolo di confronto con il ministero a tutela degli interessi pubblici che la società persegue, con l’ulteriore scopo di provare a sbloccare le altre risorse attualmente ferme presso il ministero che possono essere impiegate per finanziare la realizzazione di nuove opere pubbliche sul territorio».

Il ministero mette una pietra tombale sullo sviluppo del porto

Dal canto suo, il presidente Barbuto, ha affermato di «condividere in pieno la visione di evoluzione della “mission” della società da soggetto responsabile di patto territoriale ad agenzia di sviluppo locale, già avviata e da riempiere di contenuti quale soggetto intermediario di piani e programmi locali, regionali e nazionali».