domenica,Aprile 18 2021

Commissioni consiliari, il Forum ribadisce l’invito alla massima trasparenza

D’Agostino e Romano hanno preso atto delle delucidazioni offerte dal segretario comunale, ma si chiedono ancora: «Quale sarebbe la portata giuridico-amministrativa di una “seduta pubblica” pubblicamente ignota?»

Commissioni consiliari, il Forum ribadisce l’invito alla massima trasparenza

Una battaglia portata avanti dal Forum delle Associazioni, da tempo, rafforzata da una sentenza del Tar della Puglia, che ha scritto nero su bianco che “chiunque può assistere ai lavori delle commissioni e che non può denegarsi al cittadino l’accesso ai verbali”.

Affermata così la pubblicità delle sedute e dei verbali, puntualizza anche che “gli atti pubblici escludono per definizione l’esistenza di soggetti contro interessati alla loro divulgazione e sono accessibili senza necessità di allegare un interesse qualificato”.

«Abbiamo ritenuto – spiegano quindi Antonio D’Agostino e Pippo Romano – che da detta normativa scaturisse l’obbligo del Comune di pubblicare sul sito istituzionale i verbali e il calendario delle riunioni e da ciò l’istanza al responsabile sulla Trasparenza perché vi provvedesse. Il segretario generale del Comune, nella qualità di responsabile della trasparenza, pur concordando sul diritto del cittadino a presenziare alle sedute e pur ritenendo i verbali atti pubblici, ha escluso l’obbligatorietà della pubblicazione in ossequio alle istruzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione che la impongono solo per gli atti indicati nel citato decreto 33/2013 e a quelli che devono essere pubblicati per espressa disposizione di legge».

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Il dirigente però «non si è trincerato dietro un impersonale “non è competenza di questo ufficio”, dimostrando onestà intellettuale e senso di responsabilità professionale». Ha rimesso la richiesta alle strutture politiche del Comune, che dovranno decidere sulla richiesta del Forum a mente dell’articolo 7 bis, ovvero «le pubbliche amministrazioni possono disporre la pubblicazione sul proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti che non hanno l’obbligo di pubblicare ai sensi del presente decreto o da specifica previsione di legge».

Non vogliono certo disquisire sulla validità delle istruzioni dell’anticorruzione, ma piuttosto porre degli interrogativi che scaturiscono dalla risposta del dirigente. «Quale sarebbe la portata giuridico-amministrativa di una “seduta pubblica” pubblicamente ignota? Come può il cittadino esercitare il diritto di accesso agli atti, che lo stesso dirigente dichiara ammissibile, se non è neppure edotto di ciò che le Commissioni fanno? Perché mai il cittadino che ha il diritto di sentire ciò che avviene nelle aule di riunione delle commissioni, non dovrebbe avere quello di leggere ciò che ha sentito?».

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Sono fermamente convinti, D’Agostino e Romano, che fra il principio di pubblicità delle sedute e dei verbali e la pubblicazione che hanno richiesto, «sussista un indissolubile rapporto di strumentalità di cui non possono non tenere conto le strutture politiche del Comune in sede di attuazione dell’obbiettivo posto sotto la lettera dell’articolo 11 del Programma per la trasparenza e l’integrità approvato con atto di Giunta comunale n.19 del 28 gennaio 2016».

L’amministrazione, per il Forum, deve pertanto dare pronta esecuzione a quanto già deciso, «dimostrando nei fatti che quanto ha scritto risponde ad una effettiva volontà politica». Peraltro, concludono «la ricognizione pur superficiale di siti istituzionali dimostra che quanto richiesto dal Forum è già in atto presso numerose Amministrazioni locali».

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