Dissesto idrogeologico, le preoccupazioni di Costa in Consiglio

Il primo cittadino si è sfogato nel corso dell'assemblea civica, parlando dell’utilizzo parziale dei 48 milioni stanziati per la messa in sicurezza post alluvione e affermando che «5 milioni sono andati “bruciati”»

Il primo cittadino si è sfogato nel corso dell'assemblea civica, parlando dell’utilizzo parziale dei 48 milioni stanziati per la messa in sicurezza post alluvione e affermando che «5 milioni sono andati “bruciati”»

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A dieci anni dall’alluvione, la situazione legata al dissesto idrogeologico per Vibo Valentia resta critica. Lo ha ribadito oggi il primo cittadino Elio Costa durante la prima convocazione del consiglio comunale, che riprenderà domani mattina.

«Sono in corso lavori in diverse zone della città colpite dalle difficoltà idrogeologiche, che sono reali e interessano sia le città che le frazioni. Tutto il territorio ne ha risentito, e la situazione è per certi versi più delicata rispetto alla tragica alluvione del 3 luglio 2006. Inutile dire che tutto ciò mi turba, anche perché è stato accertato dal governo lo stato di emergenza per Vibo Valentia» ha detto Costa.

Le preoccupazioni espresse riguardano soprattutto la sicurezza dei cittadini, basti pensare che dalla voragine ricreatasi a gennaio, lungo il canale sotterraneo, sono diversi i punti che in città sono stati colpiti da cedimenti.

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«Dei 48 milioni di fondi regionali stanziati, soltanto 20 sono stati utilizzati per gli interventi. Ne sarebbero dovuti rimanere 28 a disposizione, ma 5 sono stati perduti. Nelle casse della Banca d’Italia ci sarebbero, dunque, ancora 23 milioni di euro, una cifra che se reimpiegata potrebbe risolvere tanti problemi», ha insistito.

Una criticità che potrebbe essere mitigata se si procedesse con la distribuzione dei fondi. Ma a cosa si riferisce quando si parla di soldi perduti? Alle spese pazze, alle somme ingiustificate, segnalate anche dal capo della Protezione Civile calabrese Carlo Tansi, come «200mila euro di sola cancelleria».