Mileto: i primi passi del sindaco fra buoni propositi e problemi atavici

Tanta la voglia di fare da parte dei nuovi amministratori comunali alle prese però con le ristrettezze economiche e di personale. Intanto in serata consiglio comunale per discutere sul ricorso al Tar presentato dal leader di "Ripartiamo insieme" Gianfranco Mesiano

Tanta la voglia di fare da parte dei nuovi amministratori comunali alle prese però con le ristrettezze economiche e di personale. Intanto in serata consiglio comunale per discutere sul ricorso al Tar presentato dal leader di "Ripartiamo insieme" Gianfranco Mesiano

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Sono trascorsi due mesi dall’elezione di Salvatore Fortunato Giordano a sindaco di Mileto. Poco per stilare un primo bilancio. Sessanta giorni sufficienti, tuttavia, per cercare di carpirne gli umori ed eventuali ventate di novità rispetto al passato. Quello che, sin da subito, si è percepito, è l’indubbia voglia di fare da parte dell’amministrazione comunale guidata dal leader di “Città Futura”. Con quali frutti e capacità – e non poteva essere altrimenti – è però oggi troppo presto per dirlo. Ma si è carpito anche il diverso approccio con cui la maggioranza guidata da Giordano si pone davanti ai cittadini. Un contatto “diretto”, attraverso le piattaforme mediatiche che vanno per la maggiore, con tanto di diario giornaliero particolareggiato delle cose fatte, attuate, pensate e immaginate. Un approccio – per certi versi di salviniana memoria – a cui i miletesi non erano abituati e che, almeno in questa prima fase, sembra “pagare”, così come dimostra la discussione sugli interventi messi in campo dal Comune per ovviare all’endemica emergenza idrica che attanaglia il territorio. Il rischio è la sovraesposizione che, a lungo termine, si potrebbe ritorcere contro. Un rischio molto probabilmente calcolato da Giordano e dal suo entourage.

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Del resto, l’attuale sindaco è un avvocato con la passione e il “vezzo” per la politica e di provata esperienza, che occupa gli scranni di Palazzo dei normanni da oltre trenta anni. Mai, però, da primo cittadino. Un sogno “coltivato sin da bambino” che si realizza dopo ben due precedenti tentativi, così come ha avuto modo di rimarcare a caldo pochi minuti dopo la sua elezione. La scommessa che si ritrova davanti non è per nulla facile e se ne è accorto lui stesso in queste poche settimane di governo. Tanti i nodi al pettine, da sbrogliare in un contesto a dir poco critico, dove bisogna fare i conti con le ristrettezze economiche e di personale e con “usi e consuetudini” difficili da estirpare, dove spesso la politica è vista come privilegio e non come servizio, gli interessi di molti vengono sacrificati a quelli di pochi intimi – ancor meglio se della “cerchia” ristretta – e le tematiche della legalità e della trasparenza spesso sono viste come un optional. L’azione di contrasto deve essere, dunque, adeguata alla “malattia” e portata avanti con i fatti, più che a parole. Di queste ultime, infatti, i miletesi ne hanno le tasche piene. Sul campo rimangono un processo di normalizzazione e di cura dell’ordinario da portare avanti e, soprattutto, temi caldi – fondamentali per lo sviluppo socio-economico – come il Piano strutturale comunale e i soliti “appetiti” che ne conseguono, la capacità di attingere a fondi extraterritoriali e di utilizzarli in modo appropriato, e la valorizzazione dell’enorme patrimonio religioso e culturale insito del territorio. Alla finestra è rimasta sino ad oggi l’opposizione, tranne il candidato a sindaco di “Ripartiamo insieme” Gianfranco Mesiano il quale, dal canto suo, attende impaziente la data del 15 ottobre, giorno in cui il Tribunale amministrativo regionale discuterà la sua richiesta di annullamento delle elezioni per l’errata trascrizione del suo nome sulle schede elettorali, divenuto in quel contesto “Gianfranco Vincenzo Mesiano”. Nel frattempo, pomeriggio, a Plazzo dei Normanni si terrà un consiglio comunale in cui il sindaco Giordano, fra l’altro, comunicherà proprio in merito a tale ricorso di Mesiano.