Sant’Onofrio, opposizione all’attacco: «Estate senza eventi, in scena il rito del silenzio»

Critiche alla mancata predisposizione di un cartellone di iniziative da parte dei consiglieri comunali del gruppo “Insieme per la rinascita” Gregorio Arcella e Giosuè Monardo 

Critiche alla mancata predisposizione di un cartellone di iniziative da parte dei consiglieri comunali del gruppo “Insieme per la rinascita” Gregorio Arcella e Giosuè Monardo 

Informazione pubblicitaria
Il Comune di Sant'Onofrio

«Siamo veramente sconcertati. Anche quest’anno, si sta perpetrando “il rito del silenzio”. Infatti, mentre nella maggior parte dei comuni vicini sono già stati pubblicati i calendari delle manifestazioni organizzate per l’estate corrente, da noi neanche l’ombra». A metterlo nero su bianco in un comunicato stampa sono i consiglieri comunali del gruppo consiliare di minoranza “Insieme per la rinascita” Gregorio Arcella e Giosuè Monardo, che aggiungono: «nonostante la miriade di spese che procedono senza sosta in ogni direzione, come più volte ribadito nelle riunioni e nelle sedi opportune di competenza, permane un ingiustificabile “letargo” di manifestazioni ed eventi organizzati e programmati, mentre in altri luoghi si propone un più o meno ricco calendario di eventi di ogni genere: concerti, mostre tradizionali, degustazioni e giornate dedicate alle eccellenze gastronomiche».

Per la minoranza: «L’Amministrazione che governa il nostro paese ancora una volta ci propone l’amara degustazione del “nulla”, insipido sapore di chi ha perso anche quel tradizionale “buon gusto” di dare il benvenuto a tutti gli emigrati rientrati nel proprio paese per trascorrere le ferie. Tutto ciò, nonostante le tantissime critiche già sollevate lo scorso anno dai nostri concittadini e dagli emigrati rientrati, i quali hanno evidenziato con dispiacere il fatto che, mentre negli anni precedenti vi era un surplus di serate di spettacolo, per la prima volta non era stata svolta neanche una manifestazione estiva come segnale di accoglienza ai nostri emigrati, per dare un po’ di vitalità alla nostra comunità. Ma si sa – commentano Arcella e Monardo – c’è sempre una prima volta, qualche cittadino nella sua semplicità, ha fatto questo paragone, che si adatta benissimo alla situazione, dicendo che generalmente, quando un ospite viene a trovarci per poter dare il benvenuto si fanno i “salti mortali” per dimostrare l’accoglienza a qualsiasi costo. Quindi o il salto è stato mortale o il paese è in “coma profondo” irreversibile” e ne prendiamo atto amaramente. Nulla – concludono – sappiamo dell’esito della richiesta di contributo inoltrata all’amministrazione regionale per la realizzazione di qualche manifestazione o serata di spettacolo né cosa è stato fatto per coinvolgere le associazioni del territorio, in primis la Pro loco, e trovare le somme necessarie per la realizzazione di qualche serata».