Piano di riequilibrio a Vibo, Insardà: «Vessa i cittadini e non scalfisce i privilegi»

Bocciatura su tutta la linea per la procedura varata dall’esecutivo comunale. Il segretario del Pd si appella ai parlamentari del territorio per un intervento ad hoc

Bocciatura su tutta la linea per la procedura varata dall’esecutivo comunale. Il segretario del Pd si appella ai parlamentari del territorio per un intervento ad hoc

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«Finita la favola della campagna elettorale, la sindaca Limardo e la sua maggioranza stanno facendo i conti con la realtà e hanno ben presto capito che non basta qualche “decorosa” ramazzata qua e là per risolvere i problemi di Vibo Valentia. Lunedì la variegata e ampia maggioranza che ha vinto le elezioni realizzerà che il Consiglio comunale non è solo la sede e il contesto in cui si bocciano gli emendamenti dell’opposizione anche se diretti al perseguimento degli interessi dei cittadini oppure dove si vota per “il membro dell’opposizione preferito” per mezzo di accordi trasversali lesivi del mandato elettorale. Il consiglio comunale è soprattutto il luogo dove si prendono decisioni e provvedimenti vitali per la città, assumendosi responsabilità politiche e persino storiche». A riferirlo in un comunicato è il Partito democratico di Vibo Valentia che, tramite il suo segretario provinciale Enzo Insardà, interviene sull’argomento politico del momento, vale a dire l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario.  «Un Piano – spiega Insardà – che lega Vibo Valentia a quindici anni di lacrime e sangue, per ripianare il deficit di quasi 25 milioni di euro, sul quale nutriamo diverse riserve, di merito e di metodo. La Giunta ha elaborato questo piano in assoluta autonomia, senza coinvolgere la minoranza e forse neanche la maggioranza, ai cui consiglieri verrà solo richiesto di ratificarlo, con tutte le responsabilità che ne conseguono, nell’imminente seduta di consiglio comunale. Lo stesso incontro con le parti sociali, seppur cordiale e in un clima positivo e sereno, è avvenuto a Piano già confezionato e approvato dalla Giunta: un incontro divulgativo e informativo, ma non certo costruttivo e recettivo». 

Per il Pd sono ancora più essenziali le questioni di merito. «Questo Piano – si fa presente – accetta passivamente e ineluttabilmente tutti gli aumenti delle tasse e tutti i provvedimenti stabiliti dal commissario Guetta nei mesi scorsi, anche quelli che vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione come gli aumenti delle tariffe sui servizi scolastici. Combattere l’evasione è sacrosanto, ma non si può vessare chi le tasse comunali le paga già! Oltretutto ci sembra finanziariamente fantasioso prevedere un’impennata della percentuale di riscossione dei tributi comunali, che si attesta attualmente al 20 per cento, e considerarla uno dei pilastri su cui si reggerà il Piano di riequilibrio. Un altro pilastro portante è la vendita di imprecisati beni del patrimonio comunale: troppo vaga questa parte del Piano, bisogna specificare quali sono questi beni e il relativo valore immobiliare. Insomma, un piano che vessa i cittadini e non tocca i privilegi della classe politica che continua a mantenere inalterate le posizioni di rendita. Sembra quasi che nulla cambi in senso migliorativo rispetto alla situazione attuale, ma peggiorano solo le condizioni dei cittadini e delle fasce deboli». 

Pertanto, l’esponente democrat chiede: «cosa serve davvero per dare a Vibo una possibilità di ripresa sul piano del bilancio comunale? Serve un intervento straordinario a livello centrale, un intervento specifico per questo territorio, di natura strutturale come è avvenuto per altre città in passato, come Reggio e Catania. Una manovra che possa ristabilire una normalità sanando in via normativa uno squilibrio di cassa a nostro avviso non più recuperabile neppure con il piano di riequilibrio. In questo deve giocare un ruolo fondamentale la politica e le rappresentanze istituzionali del territorio che possa mediare a livello centrale. Mangialavori e Ferro, che con il loro consenso hanno contribuito fortemente alle elezione di Salvini e co., ad esempio, Nesci e Tucci che rappresentano il Governo quindi in sintonia con i partiti che sono attualmente al governo, cosa fanno per questo territorio affinché sia centrale nell’attività amministrativa del governo nazionale? Non basta fare ogni tanto qualche articolo di velata protesta nei riguardi di questo o di quello. Servono – incalza Insardà – azioni concrete, al momento assenti, a favore del territorio affinché esca dalla palude economica. Dunque, i suindicati senatori e deputati, utilizzeranno la rappresentanza istituzionale per proporre in aula qualcosa di concreto e risolutivo per Vibo, sotto il profilo delle risorse economiche? Interrogativi che rappresentano delle vere perplessità, rispetto a chi, fino ad oggi, ha amministrato questo territorio negli ultimi 10 anni facendolo precipitare nel baratro».

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