Vibo, il Consiglio comunale chiamato ad approvare il Piano di rientro

Al via la tanto attesa seduta per la discussione del documento che dovrebbe scongiurare l’ipotesi di un secondo dissesto finanziario, come avvenne nel 2013. Ma la situazione politica della maggioranza di allora era nettamente differente

Al via la tanto attesa seduta per la discussione del documento che dovrebbe scongiurare l’ipotesi di un secondo dissesto finanziario, come avvenne nel 2013. Ma la situazione politica della maggioranza di allora era nettamente differente

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Dove non riuscì la maggioranza di centrodestra nel 2013 dovrà riuscire la maggioranza di centrodestra nel 2019. Sta per iniziare il consiglio comunale a Vibo Valentia, con all’ordine del giorno, tra gli altri punti, l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario con cui l’amministrazione Limardo tenta di scongiurare un secondo dissesto, dati i quasi 25 milioni di euro di debiti. Nel 2013, come detto, l’amministrazione di Nicola D’Agostino non superò lo scoglio delle spaccature interne, e Palazzo Luigi Razza piombò nel crac finanziario. All’epoca, infatti, la maggioranza uscita trionfante dalle elezioni comunali del 2010, era giunta al capolinea – politicamente parlando – di un’esperienza nata sotto ben altri auspici. Quando Nicola D’Agostino vinse su Michele Soriano al ballottaggio, le casse dell’ente erano (in apparenza) buone, i fondi vincolati non ricostituiti non facevano ancora tremare i polsi. Le criticità erano evidenti già allora, ma soltanto due anni dopo si dovette fare i conti con la cruda realtà. La strada era, allora come oggi, quella di approvare un Piano di rientro dal debito che avesse ripercussioni meno pesanti sui cittadini vibonesi e sui creditori dell’ente rispetto ad un dissesto finanziario. Ma la situazione politica ormai deteriorata nella maggioranza del sindaco D’Agostino determinò la bocciatura del Piano e la seguente inevitabile dichiarazione di dissesto, nel giugno 2013. Ora, a sei anni esatti dal default, e con l’organo di liquidazione ancora in attività, Palazzo Razza vive lo spettro di un secondo dissesto.

Nelle ultime settimane la giunta Limardo ha approvato il Piano, per poi presentarlo anche ad Ordini professionali e associazioni di categoria. Non sono mancate polemiche con alcuni consiglieri per il mancato coinvolgimento, giustificato dall’esecutivo con la necessità di chiudere il documento in tempi rapidi. Oggi il Piano è all’attenzione dell’aula consiliare, e se approvato verrà sottoposto alla Corte dei conti e al ministero per la ratifica finale. La situazione politica è nettamente differente da quella di sei anni fa, ragion per cui non si prevedono scossoni. Ma le sorprese, nella politica vibonese, sono sempre dietro l’angolo.

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