Vibo, tra le misure del Piano di riequilibrio spunta anche la tassa di soggiorno – Video

Ecco gli interventi più significativi previsti dal Comune per ripianare la massa passiva. Aumenti anche per Imu su aree edificabili e fitti delle case popolari

Ecco gli interventi più significativi previsti dal Comune per ripianare la massa passiva. Aumenti anche per Imu su aree edificabili e fitti delle case popolari

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La storia recente dei disastri del Comune di Vibo Valentia è contenuta nelle 58 pagine del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale approvato lunedì dal consiglio comunale. Un documento composto sostanzialmente da due parti: la prima che analizza lo stato delle cose e le principali cause di squilibrio del bilancio (su tutte: scarsissima capacità di riscossione e mancata ricostituzione dei fondi vincolati); e la seconda che indica le misure da adottare per ripianare i debiti. Spulciando proprio questo capitolo saltano fuori alcuni interventi che l’ente intende attuare e che, seppure in misura certamente non drastica, incideranno sulle tasche di alcuni contribuenti. Ed a ben guardare, anche dei (purtroppo non tantissimi) turisti che sceglieranno il territorio di Vibo per trascorrere le loro vacanze. 

A pagina 42, infatti, viene fuori un passaggio in cui si spiega che «l’ente ha avviato, sul fronte entrate, l’interlocuzione attraverso l’assessore al ramo della istituzione dell’imposta di soggiorno»; un modo un po’ sgrammaticato per dire che ad un assessore è stato già conferito il mandato di avviare un’interlocuzione – si suppone con le parti sociali interessate – per istituire la cosiddetta tassa di soggiorno. Un’imposta introdotta negli ultimi anni e adottata da molti comuni turistici, come Ricadi e Tropea, ad esempio. Ma che ancora non aveva toccato Vibo Valentia. Evidentemente è arrivato il momento di appioppare anche ai turisti che scelgono l’antica Monteleone una tassa che generalmente si aggira attorno all’euro a persona al giorno, ma la cui tariffa verrà decisa in un secondo momento.

In ogni caso, tra le altre misure, si apprende che «l’ente ha valutato, al fine di integrare/modificare il piano delle alienazioni, ulteriori beni con apposite schede predisposte dall’ufficio patrimonio per un valore complessivo di oltre un milione di euro». Mentre altri risparmi, del 5% sul canone annuo, sono previsti sul fronte della pubblica illuminazione e della corrente elettrica per gli edifici comunali. Tornando all’incremento delle entrate, questo è previsto, ad esempio, dall’aumento «del gettito stimato Imu derivante dall’approvazione del nuovo Piano strutturale, in quanto tale strumento urbanistico potrà essere approvato entro pochi mesi»; mentre è previsto un vero e proprio aumento dell’Imu sulle aree fabbricabili «attraverso l’aggiornamento del valore delle aree fabbricabili come da delibera del commissario straordinario del 23/05/2019». Introiti per ben 2,5 milioni di euro sono invece previsti dal progetto di recupero del “Pennello” attraverso il sanamento degli insediamenti abusivi e le opere di riqualificazione urbana. A tal proposito si legge: «Attraverso tale progettazione saranno accatastati molti immobili, e pertanto vi sarà un ulteriore incremento dell’Imu e un consequenziale aumento della base imponibile anche per quanto riguarda la Tari e il sistema idrico integrato. Dalle stime effettuate dai progettisti incaricati per la riqualificazione della suddetta area, si prevedono introiti da sanatorie e costi di urbanizzazione pari ad euro 2.500.000». Con la modifica dei regolamenti comunali per acqua e rifiuti, poi, si conta di ridurre il Fondo crediti dubbia esigibilità anticipando il più possibile le scadenze delle fatture. Altri aumenti delle entrate sono previsti dall’imposta sulla pubblicità e sulle affissioni con l’approvazione di un nuovo regolamento che amplia i metri quadrati di spazi pubblicitari. Tra le altre voci di entrata, si prevede infine di aumentare i fitti attivi delle case popolari e il gettito dei canoni degli impianti sportivi.