Pd, ancora polemiche interne. Tassone: «Insardà e Censore vadano a casa»

Già candidato alle ultime elezioni con la lista dem, l’avvocato vibonese attacca i vertici del partito: «Il rinnovamento che chiedono lo attuino loro: si facciano da parte»

Già candidato alle ultime elezioni con la lista dem, l’avvocato vibonese attacca i vertici del partito: «Il rinnovamento che chiedono lo attuino loro: si facciano da parte»

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Candidato nel Partito democratico alle ultime elezioni comunali di Vibo Valentia, non ha digerito determinate scelte e continua a manifestare il suo dissenso. Giovanni Tassone, di Vibo Valentia, interviene all’indomani delle dichiarazioni del segretario provinciale Enzo Insardà che parlava della necessità di un «rinnovamento del partito». 

«Sono sobbalzato – afferma Tassone – allorquando ho visto da quale pulpito proveniva: dal segretario Insardà, politico ormai navigato e che alla luce delle innumerevoli sconfitte elettorali – sarebbe il caso di chiamarle disfatte, in ultimo le elezioni amministrative di Vibo – dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi. Ancora peggio il fatto che egli rappresenta la corrente dell’ex deputato di Serra San Bruno, Bruno Censore, che è stato mandato a casa dal voto popolare nelle ultime consultazioni del 2018 ed è alla ricerca di una ricandidatura in vista delle regionali. Ora mi chiedo: Censore, che ha sempre condiviso tutto il percorso amministravo di Oliverio, quale rinnovamento chiede? Quale discontinuità chiede? Da sé stesso? Pertanto la richiesta di rinnovamento, di per sé condivisibile, per essere valida bisogna che provenga da militanti e da personalità che non hanno partecipato alla decadenza e alla distruzione del Partito democratico vibonese e regionale». 

Infine un appello: «Chiedo a nome del popolo democratico una sollevazione di orgoglio, l’orgoglio di continuare a rappresentare le istanze della sinistra e pertanto auspico una discontinuità totale e un rinnovamento vero ed i primi da mandare a casa devono essere Insardà e Censore».