Serra, si tenta di evitare il dissesto: approvato il Piano di riequilibrio

L’amministrazione: «Non ci saranno ripercussioni per i cittadini». Ma Liberamente attacca: «Negli ultimi tre anni incapacità totale»

L’amministrazione: «Non ci saranno ripercussioni per i cittadini». Ma Liberamente attacca: «Negli ultimi tre anni incapacità totale»

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Il baratro, ovvero il dissesto, era lì ad un passo, e per cercare di evitarlo il Comune di Serra San Bruno è corso ai ripari. Il consiglio comunale ha infatti approvato il Piano di riequilibrio finanziario. «Una scelta non certo indolore – commenta a caldo il sindaco Luigi Tassone – che affonda le sue radici in una situazione di criticità, generatasi nel corso dei decenni, che deve essere necessariamente affrontata con senso di responsabilità, evitando strumentalizzazioni e cadute di stile». «Il Piano – sottolinea la maggioranza – non andrà ad incidere negativamente sui cittadini: tutti i finanziamenti ottenuti e tutti i progetti saranno portati avanti, così come i punti programmatici. Non ci sarà un impatto sulle bollette di acqua e rifiuti, che hanno una copertura propria, né tantomeno ci saranno riflessi sulle occasioni di sviluppo ed occupazione come quelle offerte dal Piano di sviluppo rurale. Quanto alla situazione di ex Lsu/Lpu, continueremo a rimanere attenti e vigili e anche su questo aspetto ribadiamo che non ci saranno ripercussioni». Sviscerata «l’assenza di impatto» sulla comunità, gli amministratori replicano a chi «tenta di gettare fango». «Noi – evidenziano – siamo sempre stati chiari sulla situazione finanziaria, e non è certo negli ultimissimi mesi o negli ultimissimi anni che vanno ricercati i motivi delle criticità. Abbiamo amministrato secondo il principio del “buon padre di famiglia”, non abbiamo contratto mutui o causato debiti fuori bilancio. Abbiamo invece riconosciuto debiti fuori bilancio di gestioni precedenti». Insomma, respingono al mittente le critiche di chi li accusa di avere causato questa situazione finanziaria: «Chi oggi dalla minoranza sale sul pulpito, dovrebbe invece stare in silenzio. Se qualche consigliere di minoranza fosse stato più presente in consiglio comunale, avrebbe avuto contezza della situazione». 

A parlare è anche una parte dell’opposizione, il gruppo Liberamente, che punta il dito sugli ultimi tre anni di amministrazione Tassone, durante i quali «non si è riusciti a fare una semplice ricognizione del contenzioso pendente (possibile fonte di milioni di debiti fuori bilancio), ad introitare le imposte comunali evase, né ad avere contezza della reale situazione finanziaria dell’ente». La questione è anche strettamente politica: «Ma i serresi – domandano da Liberamente – non dovevano forse ringraziare “l’accorduni” che ci avrebbe salvato dal commissariamento e dal conseguente dissesto? Quello che appare chiaro è l’assoluta inadeguatezza dell’attuale classe dirigente e la mancanza di chiarezza nei confronti dei serresi. La scelta del pre-dissesto avvia un lungo percorso di rientro pluriennale, fino a venti anni, che vincolerà anche le future amministrazioni ed in cui i tributi potranno lievitare fino al massimo delle aliquote e la contrazione di ulteriori mutui per risanare i debiti potrebbe aggravare ancor di più il futuro della cittadina».