L’INTERVENTO | Un anno di Costa, Marasco: «La rivoluzione dov’è?»

Il coordinatore cittadino di Sinistra Italiana analizza la prima parte del mandato amministrativi non risparmiando precise critiche al sindaco. E affronta anche il nodo alleanze: «Dopo la sfiducia a Lo Schiavo, il Pd ha sancito la fine del centrosinistra a Vibo»

Il coordinatore cittadino di Sinistra Italiana analizza la prima parte del mandato amministrativi non risparmiando precise critiche al sindaco. E affronta anche il nodo alleanze: «Dopo la sfiducia a Lo Schiavo, il Pd ha sancito la fine del centrosinistra a Vibo»

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Gernando Marasco di Si

Amministrare Vibo Valentia è difficile. Diventa difficilissimo quando si sono promessi mari e monti in campagna elettorale. Ed è proprio al mare, laddove i consensi per la maggioranza sono stati schiaccianti, che emergono le nudità di questa amministrazione: le promesse e le i sogni alimentati hanno ceduto il passo alla realtà, fatta dei soliti problemi e da una disorganizzazione palese. Persino per la pulizia delle spiagge si è reso necessario l’ammirevole volontariato dei cittadini, compresi esponenti politici che al progetto Costa hanno creduto, si sono candidati con lui, ma ora se ne sono allontanati.

E’ ormai più di un anno che si è insediata la nuova amministrazione e, a parte qualche vigile urbano e qualche striscia per le strade, non ci sembra di vedere i risultati promessi dal dott. Costa. Tra i tanti problemi della città, non ultimi la rassegnazione e la mancanza di senso civico dei suoi abitanti, quelli ambientali sono i più preoccupanti e sui quali il Comune avrebbe potuto intervenire.

Ebbene, perché la raccolta differenziata è partita dopo parecchi mesi e a contratto dell’Ased quasi terminato? Dove sono i pozzi o almeno i progetti di essi? Dobbiamo dipendere dalla Sorical per l’eternità o dobbiamo “rubare” Mimmo Lucano ai riacesi? Non sarebbe una cattiva idea: potremmo anche farci dare qualche consiglio su come accogliere i migranti nel nostro territorio e farli diventare una risorsa. Perché nessuno si illuda che il flusso diminuirà: finché gli Stati Uniti e i loro alleati europei e arabi continueranno a destabilizzare altri Stati (ieri Iraq, oggi Libia e Siria, domani chissà…) le migrazioni e gli sbarchi continueranno inevitabilmente.

La burocrazia comunale continua a essere inefficiente o è il capro espiatorio di una Giunta che vive alla giornata, da un’emergenza all’altra, faticando ad attuare i progetti e i programmi necessari per la città e persino a renderli pubblici? Né si può dire, come tanto strombazzato in campagna elettorale, che i partiti siano fuori dalla Giunta: prova ne sono gli avvicendamenti tra assessori, gestiti come normali sostituzioni calcistiche all’interno della stessa squadra, senza dare spiegazioni alla cittadinanza.

Spiegazioni che stenta a dare anche l’opposizione. Non vogliamo credere alle illazioni su patti trasversali tra Pd e una parte della maggioranza; però è un dato di fatto che a volte, in occasione di delibere delicate con numerose assenze di consiglieri pro-Costa, il numero legale è stato assicurato dalla presenza dei consiglieri del Pd. Non ci crediamo, ma nemmeno ci risulta che facciano assemblee per confrontarsi con il “popolo di centrosinistra” e, se le fanno, di certo non invitano la sinistra cittadina, che pure ha fatto parte della coalizione che ha sostenuto Lo Schiavo. Invece un filo diretto con i cittadini dovrebbe essere mantenuto da parte di chi siede in consiglio comunale, in maggioranza o all’opposizione, per confrontarsi con la propria base e, perché no, consultarla prima di intraprendere iniziative o valutazioni politiche ufficiali, in linea con i programmi elettorali.

In questi quindici mesi non abbiamo avuto quasi nessun dialogo con il Partito democratico e gli altri movimenti della coalizione di cui Sel-SI ha fatto parte; pochissimi sono i consiglieri che ancora parlano di centro-sinistra e dialogano con la sinistra. Anzi si può ritenere che il Partito democratico, cambiando il nome del gruppo consiliare (da “Pd e Indipendenti” a “Pd”) e con la sfiducia espressa nel novembre scorso nei confronti del capogruppo Lo Schiavo, colui che è stato il candidato a sindaco della coalizione, abbia voluto ergersi a rappresentante unico dell’opposizione, sancendo la fine dell’esperienza del centrosinistra a Vibo.

*Coordinatore cittadino Sinistra italiana