La proposta di Lo Schiavo: “Tassa di soggiorno per rilanciare il turismo”

Per il consigliere comunale e già candidato a sindaco i proventi potrebbero essere destinati al miglioramento dei servizi turistici e al decoro dei siti d’interesse

Per il consigliere comunale e già candidato a sindaco i proventi potrebbero essere destinati al miglioramento dei servizi turistici e al decoro dei siti d’interesse

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Antonio Lo Schiavo
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«La stagione estiva è ormai finita e anche quest’anno non si è fatto nulla per incrementare il turismo e per migliorare l’immagine della città di Vibo Valentia. Ai sensi del D. Lgs. 2011 n. 23, proporrò che il consiglio comunale di Vibo Valentia introduca (come già fatto in tantissime città italiane) l’imposta di soggiorno i cui proventi dovranno essere destinati all’incremento dei servizi turistici». 

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È quanto dichiara il consigliere comunale e già candidato a sindaco di Vibo Valentia, Antonio Lo Schiavo, rilevando l’anomala assenza dell’imposta di soggiorno nel Comune capoluogo di provincia.  

«I proventi della tassa – aggiunge Lo Schiavo – potrebbero essere interamente destinati alla pulizia e al recupero del decoro dei siti archeologici, alla creazione di un ufficio turistico comunale e di un percorso turistico (culturale e gastronomico) cittadino e alla “etichettatura” di tutti i monumenti vibonesi con un “Codice Qr” (che costa pochissimo) da utilizzarsi con “app” dedicate. Tutte iniziative a costo zero per i cittadini vibonesi. Trovo assurdo che nella nostra città non si sia ancora pensato ad introdurre tale imposta, ormai di larghissimo utilizzo in tutte le località a vocazione turistica. Ciò, già di per sé, denota una preoccupante carenza di programmazione in questo senso. Non basta essere eletti in qualunque istituzione (dal Parlamento all’ultimo consiglio comunale) se poi si è irrilevanti, ma servono idee per chi si propone ad amministrare, perché niente cade dal cielo. Il Vibonese ne è l’esempio, purtroppo in negativo».