domenica,Maggio 16 2021

Aumento indennità, il Forum delle associazioni: «Manipolata la legge»

Un'errata interpretazione della legge e lo stato di dissesto del Comune non consentirebbero l’atto. «Ma dov’era il sindaco?»

Aumento indennità, il Forum delle associazioni: «Manipolata la legge»

«L’Amministrazione comunale non solo non ha confermato la riduzione del 10 per cento applicata alle indennità di funzione dall’Amministrazione D’Agostino, ma ha deciso di aumentarle del 5 per cento. L’ha fatto con il consenso di maggioranza e opposizione, ma quel che è peggio lo ha fatto manipolando la legge».

Non usa mezzi termini il “Forum delle associazioni vibonesi – Cambiamo Vibo” nel denunciare il fattaccio dell’aumento delle indennità a consiglieri e assessori, ma anzi cita gli articoli di legge che, anziché avallare, non giustificherebbero affatto il provvedimento. In particolare «l’art. 2 del DI n. 119/2000, richiamato nella determina a firma della dirigente Adriana Teti, non prevede l’aumento del 5 per cento “per gli enti caratterizzati da flussi turistici stagionali”, come recita l’atto in questione, bensì “per i comuni caratterizzati da fluttuazioni stagionali della popolazione, tali da alterare, incrementandolo del 30 per cento, il parametro della popolazione dimorante; ed inoltre “l’incremento, verificabile anche attraverso i consumi idrici ed altri dati univoci ed obiettivamente rilevabili, dovrà essere attestato dall’ente interessato”». Elemento cui si aggiunge «un ulteriore sbarramento costituito dalla legge 244/2007 che, all’art. 2 comma 8, testualmente recita “sono esclusi dalla possibilità di incremento gli enti locali in condizioni di dissesto finanziario fino alla conclusione dello stesso, nonché gli enti locali che non rispettano il patto di stabilità”».

Inevitabile la censura da parte del Forum: «E’ dunque questo lo scenario che ci offrono i nuovi amministratori nel momento in cui la città sta vivendo un drammatico dissesto finanziario, che impone di ricorrere a forzature per pagare gli stipendi ai dipendenti; che fa pagare tasse spropositate in rapporto alla scarsissima e per certi versi pericolosa qualità dei servizi offerti. Com’è stato possibile – si chiedono ancora – che, in questo clima di deriva totale, maggioranza e opposizione si siano trovate alleate votando per questo vero e proprio scippo ai danni dei cittadini e trovando l’avallo nella dirigente che ha emanato il provvedimento?».

E il sindaco, «come ha reagito? Di certo non era al timone dello scassato barcone mentre il suo programma e la città intera venivano traditi. E pensare che molti l’hanno votato, convinti che fosse l’uomo del destino, dal polso ferreo, capace di raddrizzare i torti e di riportare Vibo allo splendore di un tempo, secondo le promesse. Con lui e dietro di lui, invece, è il vuoto politico assoluto».

C’è di più, «la gravità dell’episodio è la spia del malessere politico, civile e morale che ci governa senza soluzione di continuità. Ci ha provato il Forum a ispirare il cambiamento, basato sul principio di comunità. Ha ottenuto numerosi consensi, ma insufficienti. Ci riflettano coloro che sono indignati e perplessi, coloro che hanno perduto le speranze e che capiscono che lo scollamento tra pubblica istituzione e cittadini appare come una voragine incolmabile. Occorre costruire ponti per superarla».

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