Luciano non vota la proposta del suo programma, Tassone: «Dov’è la coerenza?»

Il già candidato a sindaco e i consiglieri Pd (tranne Miceli) lasciano l’aula al momento del voto sull’Odg “Adotta un monumento”, presentato da Policaro, che passa all’unanimità. Il militante dem ne approfitta per chiedere l’azzeramento del gruppo dirigente

Il già candidato a sindaco e i consiglieri Pd (tranne Miceli) lasciano l’aula al momento del voto sull’Odg “Adotta un monumento”, presentato da Policaro, che passa all’unanimità. Il militante dem ne approfitta per chiedere l’azzeramento del gruppo dirigente

Le opposizioni consiliari in aula
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«Il consiglio comunale di Vibo Valentia approva all’unanimità dei presenti la proposta inerente l’incentivazione del decoro urbano, presentata dal consigliere Giuseppe Policaro, capogruppo di Vibo Unica, e parte integrante del programma del già candidato sindaco Stefano Luciano. Qual è il problema si direbbe? Ebbene, l’assurdità è che il Partito democratico non l’ha sostenuta. Eccetto il consigliere Miceli che ha tenuto alto l’onore e il buon nome del partito, gli altri hanno pensato bene di abbandonare l’aula al momento opportuno non appoggiando un’importante iniziativa che era stata proposta da loro stessi in campagna elettorale. Quale credibilità si mantiene agli occhi degli elettori? I valori non sono negoziabili, le tematiche dell’ambiente e del decoro ambientale sono punti cruciali dello schieramento progressista. Cosa rappresentano questi signori in consiglio? Quali istanze?». A chiederselo, a pochi giorni dal consiglio comunale che ha visto l’approvazione dell’Odg presentato dal vice presidente del consiglio Giuseppe Policaro relativo al progetto “Adotta un Monumento”, è il già candidato consigliere e militante del Pd Giovanni Tassone che, in relazione al caso, chiede «una presa di posizione del partito in merito al comportamento del gruppo consiliare che, eccettuato il consigliere Miceli, ha dimostrato scarso interesse rispetto alle tematiche in questione. Colgo ancora l’occasione – aggiunge Tassone, militante del partito di professione commercialista – per chiedere il rinnovamento completo della dirigenza democratica reiterando la richiesta di chiarezza chiedendo la presa di distanza dall’assurda ipotesi di candidare al consiglio regionale l’ex parlamentare Bruno Censore, nonché chiedendo la defenestrazione del segretario provinciale Enso Insardà. Gli stessi Censore e Insardà – insiste polemicamente Tassone – responsabili di ogni disfatta elettorale. Il gruppo consiliare di Vibo – conclude – riscopra l’orgoglio di essere progressisti e vibonesi prendendo le distanze rispetto le posizioni politiche dell’ex parlamentare di Serra che considera il capoluogo alla stregua del salotto di casa propria». 

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