Regionali, Mirabello tira dritto: «Mi ricandido con il Pd»

Il consigliere uscente chiama a raccolta amministratori e militanti in una riunione disertata dai “big” di via Argentaria. E avverte Censore e gli altri potenziali competitor: «Nessuno si illuda di un mio disimpegno»
Il consigliere uscente chiama a raccolta amministratori e militanti in una riunione disertata dai “big” di via Argentaria. E avverte Censore e gli altri potenziali competitor: «Nessuno si illuda di un mio disimpegno»
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Libertà, autonomia, linearità e coerenza di un percorso politico. Michele Mirabello sfodera un lessico evocativo, per certi versi inatteso, per sostanziare le ragioni dell’iniziativa politica che lo ha visto protagonista, nella serata di ieri, alla biblioteca comunale di Vibo Valentia. Il pretesto è la presentazione di “Futura”. «Non una nuova corrente – ha tenuto a precisare il consigliere regionale -, ma un’area politico-culturale all’interno del Pd che vuol dar voce ad una vasta e qualificata platea che finora non ha avuto spazio per esprimersi, specie tra i giovani del partito». La ragione vera è quella che Mirabello scandisce nel finale del suo intervento, giunto dopo due ore di dibattito sui temi sempre ruvidi della vita di partito. «Mirabello – cadenza in terza persona – sarà ricandidato nel Pd. Nessuno si illuda che nel partito, a Vibo, ci possa essere un mio disimpegno o che si possano aprire dei varchi. Io sono un uomo di partito, questa è la mia casa – ammonisce -. L’ho servita da militante e segretario provinciale e per cinque anni anche dai banchi del consiglio regionale. L’ho difesa sempre, in aula, sempre al mio posto. Rivendico la serietà e la linearità del mio percorso e credo che Vibo non possa permettersi il lusso di perdere una postazione importante in consiglio regionale. Noi dobbiamo lavorare insieme per difenderla – chiosa -, non per me ma per il territorio».

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Il messaggio dunque è lanciato e suona come un avviso ai naviganti. Una chiamata alle armi per i tanti amministratori locali e militanti presenti in sala, un aut aut per chi non c’era. «Chi non è venuto per scelta – annota Mirabello senza chiarire che i destinatari del suo messaggio sono il segretario dem Enzo Insardà e il suo già padrino politico Bruno Censore – ha sbagliato, ma noi lo convinceremo che siamo qui per fare politica. C’è una tensione che si taglia con il coltello – ammette il consigliere regionale -. Qualsiasi riunione si presta a interpretazioni di ogni sorta. Ma noi non siamo qui per fondare una nuova corrente. Siamo qui per confrontarci sui problemi e rivendicare la nostra autonomia. Perché il più grande limite del partito in questa provincia è non aver coltivato l’autonomia». A sostenere le sue ragioni il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea («tante le battaglie che ci hanno visti in prima linea insieme in consiglio regionale» afferma Mirabello). Ad ascoltarlo il segretario Cgil Area Vasta Raffaele Mammoliti, tanti sindaci di area Pd (con il primo cittadino di Arena Antonino Schinella a coordinare gli interventi dal tavolo della presidenza). Si rivedono Michele Soriano e Teresa Esposito, c’è il neo acquisto Gernando Marasco e giovani già inseriti nelle articolazioni locali e non del partito: Giovanni Di Bartolo, Ilaria Lico, Chiara Mirabello, Caterina Contartese. Ma sono soprattutto le assenze, quelle dei big di via Argentaria dal segretario provinciale al capogruppo in consiglio comunale Stefano Luciano, a catalizzare i commenti del giorno dopo. Il presidente della commissione regionale Sanità ostenta sicurezza. «Dobbiamo avviare una nuova stagione di orgoglio – afferma in conclusione -. Una stagione basata su due-tre concetti fondamentali: essere autonomi, mettere serietà nell’impegno politico e linearità nei nostri percorsi. Si può avviare un cammino positivo sui territori, grazie a tanti sindaci e amministratori che sono al nostro fianco e io su questo mi voglio misurare. La mia campagna elettorale sarà basata esclusivamente sui problemi di questo territorio».