Vibo, il Pd boccia la gestione Limardo: «Situazione peggiorata»

“Contro-conferenza” di partito e gruppo consiliare sui primi cento giorni di attività politica: «C’è una palese continuità con gli ultimi dieci anni di centrodestra che hanno prodotto solo disastri»
“Contro-conferenza” di partito e gruppo consiliare sui primi cento giorni di attività politica: «C’è una palese continuità con gli ultimi dieci anni di centrodestra che hanno prodotto solo disastri»
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Nessun «cambiamento» che portasse «miglioramenti per la qualità di vita dei vibonesi», anzi. Un processo di «continuità» che dura da dieci anni, ovvero da quando a Vibo Valentia «governa il centrodestra», con risultati che sono «sotto gli occhi di tutti». Il Partito democratico cittadino ed il gruppo consiliare giudicano «mediocri», bocciandoli, questi primi cento giorni di amministrazione Limardo. All’indomani della conferenza stampa del sindaco, i dem vibonesi organizzano la “contro-conferenza” per smontare punto per punto tutta l’impalcatura di buone pratiche enunciate ieri dall’esecutivo al completo.

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Preliminarmente, però, e sul piano politico, due cose di questa conferenza saltano all’occhio. Una è la presenza di nuovi tesserati: da Francesco Colelli a Raffaella Cannatelli, da Claudia Gioia a Samantha Mercadante; presenza evidenziata dal capogruppo Stefano Luciano e dal segretario provinciale Enzo Insardà. L’altra, invece, è l’assenza del consigliere Marco Miceli, derubricata dai relatori – su esplicita domanda – a mero impegno personale del consigliere in questione. Sarà anche così, ma la distanza politica tra quest’ultimo e il resto del gruppo è ormai cosa evidente. [Continua dopo la pubblicità]

Come evidente, per Insardà, passando alla questione comunale, è che «l’ente sta andando verso un nuovo dissesto. Ritengo – spiega il segretario provinciale – che il Piano di riequilibrio sarà bocciato. Da dieci anni in città amministra centrodestra, l’unica cosa chiara è che c’è una continuità amministrativa che ha prodotto questo risultato. La lotta all’evasione, doverosa, non può essere l’unica medicina e comunque non ha portato grandi risultati». Insardà dà un giudizio di «mediocrità», rimarcando come si continui a vivere «in emergenza perenne senza che venga risolto uno solo dei problemi, dall’acqua ai rifiuti, dai servizi alle famiglie a tutto il resto».

Problemi ripresi ed approfonditi da Luciano, che evidenziando la «sordità dell’amministrazione» alle proposte «costruttive della minoranza», parla di servizi che «non solo non sono migliorati, ma sono addirittura peggiorati, basti pensare al caso dei buoni mensa». La svolta non ci sarebbe stata «né sull’ordinario, né sullo straordinario, dato che sono ad un punto morto tutte le pratiche di valenza strategica, dal porto al Pennello, dall’Italcementi al commercio». Il capogruppo a Palazzo Razza sottolinea i recenti ingressi parlando di «nuovo corso che vede uno stretto dialogo tra la sfera istituzionale e quella del partito, che camminano di pari passo per fornire una visione organica e strategica dei problemi e delle soluzioni per questa città».

Ognuno dei presenti, in conclusione, offre la sua piccola ricetta da mettere nel calderone di una proposta accettabile anche dalla maggioranza, dalle periferie ai rifiuti, dai grandi temi alla stretta contingenza. Per il Pd una cosa è certa: non è realistico chiedere che dall’oggi al domani Vibo diventi un lido felice, ma non è neanche accettabile «constatare che nulla è cambiato».