lunedì,Aprile 19 2021

L’INTERVENTO | Crisi nel Pd, “Il partito in Calabria ha ormai perso ogni credibilità”

A Vibo congressi dittatoriali che neanche nella “madre Russia”, ma il tempo della mediazione è finito. Chi ha fallito, vada via senza troppi giri di parole, lasci il campo per il bene di quei giovani che diventati adulti hanno l’obbligo morale di provarci

L’INTERVENTO | Crisi nel Pd, “Il partito in Calabria ha ormai perso ogni credibilità”

Il forte calo nel richieste di iscrizioni al Partito democratico è lo specchio della disaffezione verso la vita politica di quel popolo di sinistra che per lunghi anni ha creduto nei corpi intermedi quali erano i partiti. Questa crisi non nasce oggi. Non si consumerà nel breve periodo, a meno di interventi drastici che invertano una tendenza che ci dice che la politica oggi è sempre meno reale e sempre più “social”.

Una politica che ha abbandonato i luoghi della discussione reale in favore di un mondo virtuale che emargina sempre più i valori e amplifica le discussioni senza in realtà affrontare mai nello specifico e nel concreto quelli che sono i problemi del vivere moderno. La Calabria, purtroppo, non si distingue composta com’è da un classe politica e dirigente, con le dovute eccezioni, insufficiente.

In Calabria il Partito democratico non si pone il problema del calo degli iscritti perché in realtà qui non c’è calo degli iscritti. Qui le cose vanno sempre bene. Basta mettere la testa sotto un metro di sabbia e la Calabria sembra addirittura bella. Non perché la Calabria non lo sia, bensì perché oggi un giovane calabrese per realizzare il proprio sogno deve entrare nelle sfere giuste, che sono le stesse da trent’anni. I giovani ci hanno rinunciato, si sono adeguati ad sistema di potere che ti impone di “chiedere la cortesia” anche quando una cosa ti spetta di diritto, si sono adeguati ad una regione dove tutto è mafia ma intesa non solo nel senso di criminalità organizzata ma di mentalità mafiosa, che è anche peggio.

In questo contesto in Calabria il mio partito, il suo segretario regionale ed una casta ristretta si autocelebrano e poi puntualmente perdono tutte le elezioni amministrative e non. Qui nel Pd va tutto bene anche se a Reggio Calabria non si apre un tesseramento da circa due anni; anche se a Vibo Valentia, nella mia provincia, si celebrano congressi che neanche nella madre Russia sarebbero cosi chiusi e dittatoriali.

Il Partito democratico, a queste latitudini non ha perso gli iscritti, ha perso la credibilità. L’ha persa perché chi lo rappresenta lo fa in modo autoreferenziale senza occuparsi realmente di quei problemi che andrebbe affrontati e risolti in Calabria, lo fa mettendo la testa sotto quel metro di sabbia, e pensando solo a come fare per tornare ad occupare quello scranno di parlamento, che sia nazionale o regionale, da cui potrà continuare a fare finta che la Calabria è bella ed a raccontare una storia a cui oramai nessuno crede più.

Un po’ come il discorso della Salerno-Reggio Calabria completata il 22 dicembre! Tutti si sono affrettati a dire che è stato un ottimo lavoro (durato solo 30 anni) e che l’autostrada era finalmente ultimata. Nessuno di chi rappresenta la Calabria a Roma ha rilevato il fatto che, per completarla, mancano ancora 58 km e tutti in territorio calabrese. Tutti troppo impegnati a cercare di capire come vincere il prossimo congresso con delle tessere sempre meno reali, ed intanto la Calabria va in malora.

Abbiamo quello che ci meritiamo, quello che il nostro silenzio merita, non c’è dubbio. Tuttavia di fronte a questa mediocrità non ci si può arrendere. Da questo, dal nulla attuale deve ripartire una nuova classe dirigente di giovani e meno giovani che io mi auguro nasca nel mio partito all’insegna della serietà e dell’indipendenza da logiche di favoritismo che negli anni hanno consumato la Calabria ed hanno portato la nostra terra ad avere uno dei più alti indici di disoccupazione (dati ISTAT).

Il tempo della mediazione è finito. Chi ha fallito, vada via senza troppi giri di parole, lasci il campo per il bene di quei giovani che diventati adulti hanno l’obbligo morale di provarci, di provare a fare diventare la Calabria non una terra di confine, ma il cuore del riscatto del Mezzogiorno d’Italia.

*Assemblea nazionale Partito democratico

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