Regionali, centrosinistra: tra “solite facce” e nuovi aspiranti – Video

Le candidature al consiglio regionale continuano a tenere banco ma tutto dipenderà dall’eventuale accordo Pd-M5S: gli scenari nel Vibonese
Le candidature al consiglio regionale continuano a tenere banco ma tutto dipenderà dall’eventuale accordo Pd-M5S: gli scenari nel Vibonese
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L’«esperimento umbro» ha fallito, ma a differenza di quanto annunciato all’indomani della disfatta elettorale dai leader del Movimento 5 Stelle, che sembravano mettere una pietra tombale sull’accordo nei territori con il Pd, in Calabria la questione è quanto mai aperta. Le elezioni regionali si avvicinano, anche se a due mesi e mezzo dalle urne nessuno sa, da una parte e dall’altra, chi sarà il candidato alla presidenza. Mentre nel centrodestra vibonese lo scacchiere è ricco di pretendenti, dato anche il vento favorevole che soffia da quelle parti, nel centrosinistra la cerchia di aspiranti è molto più scarna. Perché in caso di sconfitta i seggi a disposizione sarebbero ovviamente inferiori, e di molto, e nessuno è tanto smanioso di immolarsi per la patria (a vantaggio di altri). Ad oggi le certezze – per quanto il termine possa valere in politica – in tema di candidature sono quelle già note: Bruno Censore e Michele Mirabello, pronti a fare a sportellate per un posto utile tra i dem. Il problema (di entrambi) è che sembrano destinati a spartirsi lo stesso elettorato del 2014, che in termini numerici, rispetto a cinque anni fa, si è addirittura assottigliato. Chi intende approfittare della frattura, pescando in quel bacino di scontenti che non intende votare a destra ma neanche alle stesse facce del Partito democratico, è Antonio Lo Schiavo. Ma per il notaio vibonese diventa fondamentale la scelta del candidato alla presidenza, con una eventuale presenza di Pippo Callipo in virtù dell’accordo Pd-5 Stelle che gli faciliterebbe la strada. Molto, se non tutto, dipenderà appunto dalla figura dell’aspirante governatore, perché se il patto nazionale dei partiti al governo dovesse saltare, a beneficiarne, in Calabria, sarebbe l’uscente Mario Oliverio, e con lui quella fetta di amministratori locali e fedelissimi politici che non si allineano ai diktat del Nazareno. Tra questi, su Vibo, troverebbe sponda l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, attorno al quale c’era un’intesa di massima degli oliveriani. Per ora è tutto nel congelatore. Ma non per molto.

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