Comune di Joppolo, la minoranza contro il Piano di riequilibrio finanziario

Critiche alla gestione amministrativa della maggioranza e richiesta di inviare il tutto alla Corte dei Conti
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Giuseppe Dato

“Sin dalla campagna elettorale del 2011 abbiamo informato la cittadinanza e denunciato la presenza di almeno cinque milioni di euro di debito al Comune di Joppolo. Ma come ogni cosa rilevata da questo gruppo di minoranza, non ultimo l’intervento in seno al Consiglio comunale del 30 luglio scorso, non allegato al verbale di deliberazione n.21 per come da noi richiesto – ed avvenimento questo gravissimo e che avrà i risvolti dovuti nelle sedi opportune –  rimane inascoltata”. E’ quanto affermano in una nota i consiglieri comunali di minoranza del Comune di Joppolo, Giuseppe Dato, Salvatore Burzì e Stefano Siclari. “Soltanto la sera del 31 ottobre siamo stati messi a conoscenza, attraverso la notifica della convocazione del consiglio comunale, della volontà dell’amministrazione comunale di approvare un Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Gli amministratori, che hanno sempre cercato di nascondere i debiti, non hanno ritenuto per niente importante questo argomento all’ordine del giorno, tanto da impedirci, come di solito usano fare, la consultazione dei documenti, considerate le giornate di festa e quindi di chiusura del Comune. Invece si dovevano coinvolgere oltre alla minoranza, anche le associazioni, i liberi professionisti e tutta la cittadinanza al fine di spiegare il delicatissimo momento economico-finanziario dell’ente per addivenire, attraverso riflessioni collettive, al migliore strumento a cui fare ricorso.

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Una decisione, quella di elaborare un piano di rientro che prevedesse il ricorso al fondo rotativo che meritava una più approfondita valutazione, una discussione in fase di stesura più ampia che sarebbe stata possibile attuare con l’istituzione di una commissione di bilancio. Il documento sottoposto a valutazione terrebbe conto soltanto di parte dei debiti. Secondo questo gruppo di minoranza, il piano presenta dati non veritieri – concorso bandito ed espletato con vizi e difetti procedurali ed in assenza di una reale copertura finanziaria, con il dipendente, sospeso, Panzitta, artatamente eliminato dalla pianta organica e quindi dal piano del fabbisogno del personale – oltre che confusi e contraddittori”.

Stefano Siclari

I consiglieri comunali di minoranza spiegano poi che nella proposta di deliberazione del responsabile dell’area economica-finanziaria si parla di piano pluriennale di riequilibrio della massima di dieci anni, mentre nella Relazione di accompagnamento al piano di riequilibrio finanziario pluriennale si parla di venti anni”. 

Critiche poi alla “fase di accertamento e riscossione dei tributi in relazione all’indicazione delle percentuali di copertura del costo dei servizi. Entrate previste, a garanzia e copertura del piano di riequilibrio, che – sostengono Dato, Bruzì e Siclari – illegittimamente sono elencate nel piano delle alienazioni, ma che sono inalienabili. Il fondo anti dissesto altro non è che un prestito pluriennale che lo Stato concede agli enti i cui squilibri di bilancio sono stati tali da rendere il dissesto condizione quasi improrogabile, ma non cancella magicamente il debito, ma ne permette il solo dilaziona mento  negli anni, con l’obbligo di attuare consistenti tagli di spesa, che si tramuterebbero poi in altrettanti tagli all’erogazione dei servizi”. Da qui il voto contrario dei tre consiglieri di minoranza che hanno chiesto al segretario comunale l’invio della pratica alla Corte dei Conti.