Joppolo: Cliffs Hotel, il Tar annulla la revoca del Comune per il subentro nell’immobile

La struttura appartiene all'ente locale che aveva fatto venir meno le autorizzazioni alla società Takoda solo per contestazioni sulle norme antincendio ma non per la presunta illegittima occupazione
La struttura appartiene all'ente locale che aveva fatto venir meno le autorizzazioni alla società Takoda solo per contestazioni sulle norme antincendio ma non per la presunta illegittima occupazione
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

E’ stato accolto dalla prima sezione del Tar di Catanzaro il ricorso della società “Takoda srl”, rappresentata dall’avvocato Giovanni De Stefano, contro il Comune di Joppolo per l’annullamento dell’ordinanza comunale dell’8 maggio 2018 di revoca delle autorizzazioni per il subentro nell’immobile di proprietà comunale, sito in contrada San Bruno Melia denominato Cliffs Hotel. Per i giudici amministrativi, l’esame del provvedimento di revoca delle autorizzazioni rivela come esso sia stato motivato esclusivamente dalla necessità di salvaguardare la pubblica incolumità e la sicurezza, e non anche da eventuali irregolarità maturate nel contesto del rapporto concessorio. Il Comune di Joppolo, costituitosi in giudizio, aveva molto insistito sull’illegittimità del trasferimento alla società Takoda della disponibilità dell’immobile in cui viene esercita l’attività imprenditoriale sotto l’insegna Cliffs Hotel, in quanto l’art. 12 della convenzione, con cui il bene è stato originariamente concesso in godimento alla Sayonara s.r.l., vieterebbe (secondo il Comune) la cessione del diritto di godimento. [Continua dopo la pubblicità]

Informazione pubblicitaria

Secondo il Tar, all’esito di una verifica del comando provinciale dei vigili del fuoco di Vibo Valentia è stato riscontrato che la struttura alberghiera è, allo stato, rispettosa della normativa antincendio. Si rivela dunque fondato il ricorso: se l’amministrazione comunale di Joppolo avesse fatto ricorso alla comunicazione dell’avvio del procedimento, avrebbe potuto accertare che la società Takoda avevea già assicurato il rispetto (accertato poi nel corso del giudizio) della disciplina antincendio. La mancanza della partecipazione endoprocedimentale da parte di Takoda S.r.l. e – conseguentemente – dell’istruttoria circa il rispetto delle prescrizioni impartite dal vigili del fuoco rende illegittimo l’atto del Comune di Joppolo che, in accoglimento del ricorso, è stato annullato.

Le spese di lite sono state dal Tar compensate in considerazione in ragione della particolarità della vicenda, “in cui è dubbia – scrivono i giudici amministrativi – la legittimità dell’occupazione, da parte della società ricorrente, di un bene di proprietà comunale”.

In proposito “rimane evidentemente ferma per l’amministrazione comunale resistente – conclude il Tar – la possibilità di tutelare con gli opportuni mezzi previsti dall’ordinamento il proprio interesse rispetto al bene appartenente al proprio patrimonio, di cui si assume l’illegittima occupazione”.