martedì,Maggio 18 2021

Porto di Vibo Marina, è scontro politico sui “meriti” dello sblocco

Dopo gli attacchi di Tucci alla Camera di commercio, arrivano le critiche di Mirabello: «Dov’era lui in tutto questo tempo?»

Porto di Vibo Marina, è scontro politico sui “meriti” dello sblocco

Rivendicare quattrini, in campagna elettorale, è una cosa che “tira”. Specie quando sono tanti – 18 milioni di euro – e quando sono destinati all’infrastruttura per antonomasia di Vibo Valentia, il porto, puntualmente sbandierato come argomento principe per il rilancio delle sorti di un territorio alla fame. Ed ecco che l’argomento diventa inevitabilmente oggetto di scontro politico. Tutto è legato allo sblocco dei fondi che finanziano due progetti di riqualificazione delle banchine Pola e Tripoli (6,5 milioni) e Papandrea e Buccarelli (11,5 milioni). I fondi erano rimasti impantanati alla Regione, che li aveva ottenuti dalla programmazione europea, perché il ministero dei Trasporti – che deve attuare i progetti – aveva dimenticato di inoltrare tutta la documentazione. In buona sostanza, a mancare sarebbe stato l’Iban su cui versare le somme. L’allarme lo aveva lanciato giorni fa l’assessore regionale Francesco Russo nel corso di un convegno alla Camera di commercio, i cui vertici – il presidente Nuccio Caffo e il segretario Bruno Calvetta – avevano prima cercato un’interlocuzione con la politica locale per spronare i parlamentari, e poi preso carta e penna per scrivere direttamente al direttore generale del Mit. In questo lasso di tempo, parallelamente, il deputato dei 5 Stelle Riccardo Tucci si recava negli uffici del governo per cercare di smuovere una situazione divenuta grottesca, e che perdurava dal luglio 2018 (nel silenzio di tutti, ma proprio tutti, gli attori e le comparse di questa vicenda).

La storia degli ultimi giorni racconta della risposta da parte del Mit, venerdì in versione telefonica e sabato scritta, quindi atto ufficiale, che la situazione è stata sbloccata. La telefonata giunge sia alla Camera di commercio che al deputato Tucci. La lettera solo alla Camera di commercio (insieme ad altri enti tra cui la Regione). Ne segue il rito dei comunicati stampa, con l’ente camerale che conferma lo sblocco e Tucci che attacca: «Lavoro da tempo su questo argomento, non poteva bastare la letterina dai poteri taumaturgici per risolvere la situazione». Quindi: «È merito nostro se i fondi sono tornati disponibili».

Il nuovo capitolo lo scrive il consigliere regionale del Pd Michele Mirabello, che bolla le dichiarazioni di Tucci come «letteralmente incredibili». «Anziché ricostruire la vicenda dell’investimento più importante e consistente fra quelli programmati per la portualità calabrese dopo Gioia Tauro, ed esprimersi in ordine ai motivi che hanno impedito al governo ed al ministero di farsi carico dello stanziamento dei 18 milioni di euro – incalza Mirabello – Tucci si affanna a parlare di aspetti del tutto marginali della fase conclusiva di una vicenda da troppo tempo ferma. Tucci, come accaduto in altre circostanze, omette poi di dire che i 18 milioni di euro che il ministero deve materialmente impiegare sono stati messi a disposizione dalla Regione Calabria e dal governatore Mario Oliverio con fondi Fsc proprio perché il “fortunatamente ex” ministro Toninelli non ha mai ritenuto di dover finanziare una struttura inserita all’interno del piano regionale dei trasporti approvato in tre passaggi di consiglio regionale della Calabria nel 2016. Dunque un porto a rilevanza nazionale come quello di Vibo Marina deve essere oggi finanziato dalla Regione Calabria che ne riconosce il ruolo strategico, a differenza di un ministero sordo e disinteressato». Resta il fatto – conclude Mirabello – «che i fondi sono rimasti bloccati per oltre un anno per ridicoli fatti burocratici, nel silenzio e nel disinteresse di Tucci e della intera deputazione calabrese. A questo punto la domanda sorge spontanea. Dov’era Tucci in tutto questo tempo? E poi ancora, perché rispondere piccati all’ente camerale che si è preoccupato di stimolare una vicenda sin qui condotta in perfetta solitudine dall’assessore Russo?».

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