Scioglimenti per mafia, il sindaco Limardo: «Grande rispetto per le istituzioni»

Il primo cittadino di Vibo Valentia precisa di non aver parlato di “dittatura dell’antimafia” nel corso di un convegno a Tropea. «Si è trattato - ha detto - della semplificazione del pensiero di altri»
Il primo cittadino di Vibo Valentia precisa di non aver parlato di “dittatura dell’antimafia” nel corso di un convegno a Tropea. «Si è trattato - ha detto - della semplificazione del pensiero di altri»
Informazione pubblicitaria
Il sindaco di Vibo Maria Limardo
Informazione pubblicitaria

La frase “incriminata” «costituisce la semplificazione del pensiero di altri che hanno parlato prima di me citando Leonardo Sciascia. Ho grande rispetto per le Istituzioni e per i rappresentanti dello Stato sul territorio, sono il sindaco di una città e in tale veste rappresento la mia comunità, pertanto non mi sarei mai permessa, come non ho fatto, di svilire il ruolo di quelle Istituzioni che io stessa rappresento». Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo replica, in questi termini, all’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata nel quale si offriva un resoconto del convegno promosso dal Rotary Club e dal Club per l’Unesco di Tropea sul art. 143 del Tuel che regola i provvedimenti di scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Per il sindaco di Vibo Valentia, la frase: “Siamo ostaggio. Subiamo la dittatura del vessillo dell’antimafia agitato sulle amministrazioni come strumento distorto del potere” le sarebbe stata erroneamente attribuita. «Nel mio intervento, oculato e prudente – precisa il sindaco -, ho analizzato l’impianto normativo riportando i contenuti di alcune sentenze del Tar Lazio che ho commentato da giurista, mettendo in rilievo il complesso iter procedimentale posto a tutela delle istituzioni democraticamente elette e ponendo l’accento sul dibattito attuale e mai sopito della necessità di intervenire a livello normativo per eliminare gli effetti distorcenti della norma. Ho ribadito – ha concluso -, come ribadisco, piena fiducia nell’operato di quanti sono chiamati al difficile compito di amministrare la giustizia sui nostri territori che, di certo, non considero dittatori ma persone che lavorano con sacrificio ed abnegazione nella lotta contro la criminalità organizzata».

Informazione pubblicitaria