domenica,Maggio 16 2021

Martino (Udc): «Dai fondi Por passa il riscatto della Calabria»

Per il coordinatore regionale dei giovani Udc importante non sprecare «la nuova opportunità offerta dalla programmazione europea e investire soprattutto in agricoltura».

Martino (Udc): «Dai fondi Por passa il riscatto della Calabria»

I fondi Por 2014-2020 considerati una partita decisiva per rilanciare la nostra regione. Un budget di 2,3 miliardi di euro che l’Ue destina alla Calabria e che «se ben sfruttati possono garantire un futuro più roseo soprattutto ai giovani». Se ne dice «convinto» anche il coordinatore regionale dei giovani Udc, Marco Martino, il quale sostiene che «da questa fase si possa progettare la Calabria del futuro, ridando lustro ad una regione che già ci offre straordinari paesaggi, natura, mare, montagne, mille ricchezze provenienti dalla sua terra». La Calabria si prepara, dunque, per Martino, ad «affrontare un’importante sfida, ma i 2,3 miliardi di euro dovranno essere ben spesi – avvisa Martino -. È una cifra da capogiro che se impiegata bene, nei settori d’importanza che oggi rappresentano quelli di maggiore mancanza, potrebbe dare una svolta decisiva, necessaria anche a dare slancio all’occupazione giovanile che oggi giorno vivono una profonda crisi d’identità».

Undici gli obiettivi tematici «attorno ai quali costruire gli strumenti che daranno applicazione concreta al piano di investimenti per i prossimi 5 anni: difesa del territorio, sostegno alle imprese e alle misure per l’occupazione, agenda digitale, formazione e istruzione, agricoltura». In particolare è l’agricoltura che, a parere di Martino «dovrà rappresentare uno dei maggiori punti cardini. Passa proprio da qui il vero potere economico calabrese che potrebbe diventare la forma di sviluppo principale oltre a quella turistica. Le potenzialità sono oggi in aumento grazie alla volontà di tanti giovani di insediarsi per la prima volta in attività agricole e zootecniche». Pertanto, a parere del coordinatore regionale dei giovani Udc «l’Europa e la Regione devono essere in grado di sostenere con forza uno straordinario potere che è riuscito in tanti anni a dare lustro a prodotti tipici calabrese. Quello che occorre però è velocizzare l’accesso ai fondi evitando l’estenuazione che in tutti questi anni si è verificata».

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