lunedì,Giugno 21 2021

Antenna abusiva a Stefanaconi, la minoranza ne sollecita l’abbattimento

La società Rete Sud già condannata alla demolizione dell’impianto. Ora l’opposizione invita il Comune a dare seguito alla sentenza

Antenna abusiva a Stefanaconi, la minoranza ne sollecita l’abbattimento

La demolizione dell’antenna televisiva situata in località Croce Nivera, nel Comune di Stefanaconi, è al centro di un’interrogazione del capogruppo d’opposizione Nicola Carullo che chiede all’amministrazione in quali tempi intenda procedere all’eliminazione dell’opera abusiva. «La questione dell’inquinamento elettromagnetico – spiega Carullo – chiama in causa considerazioni estetiche (in ragione dell’intrusività delle antenne nel paesaggio urbano ed extraurbano), di ordine civico e politico (circa la gestione dei problemi comuni), di tipo ecologico (ricadute negative sull’ambiente), ma il fattore più critico e controverso è rappresentato dalle rivendicazioni dei cittadini circa la protezione della salute delle persone. La percezione del rischio relativo all’inquinamento elettromagnetico – prosegue il consigliere di minoranza – raggiunge un livello molto alto, nel nostro paese, e mostra un andamento crescente legato anche al perdurante stato di incertezza da parte degli scienziati, in particolare medici e biologi, quanto a effetti nocivi sugli individui».

Ebbene, sulla questione «il Comune di Stefanaconi, costituendosi in giudizio – evidenzia Carullo – si è impegnato a contrastare l’abusivismo perpetrato dalla Società Rete Sud, la quale in assenza di regolare autorizzazione comunale, aveva realizzato una postazione tecnologica. E la vicenda processuale si è definitivamente conclusa nei vari gradi di giudizio, a favore dell’Ente, con sentenza di condanna nei confronti della suddetta società, e che quindi l’abusivismo è stato definitivamente accertato». Alla luce di tutto questo, «il Comune di Stefanaconi, ha dato atto della volontà e dell’impegno, anche economico, con la costituzione vari gradi di giudizio, di voler ripristinare la legalità, tanto che già con Ordinanza n. 23 del 30/10/2014 veniva intimato, dal Comune stesso, Ufficio Tecnico, alla Società Rete Sud la demolizione a propria cura e spese delle opere». Demolizione che, tuttavia, non è mai avvenuta, almeno sino alla data odierna. Da qui la necessità per il capogruppo di minoranza, «di conoscere i tempi e le modalità con le quali, l’amministrazione, intenda procederealla demolizione definitiva di tale opera, ritenuta dannosa per la salute dei cittadini».

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