Fratelli d’Italia, le mille anime di un partito… in cerca d’autore

Il cortocircuito degli ultimi giorni con l’uscita di Wanda Ferro fa emergere la frammentazione interna ai meloniani vibonesi: dalla fase pre-amministrative di maggio alla campagna per le regionali
Il cortocircuito degli ultimi giorni con l’uscita di Wanda Ferro fa emergere la frammentazione interna ai meloniani vibonesi: dalla fase pre-amministrative di maggio alla campagna per le regionali
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I Fratelli d’Italia, a Vibo, al più sono lontani parenti. Questi giorni di campagna elettorale stanno mettendo in luce, se ce ne fosse bisogno, come il partito di destra più strutturato (la Lega “tira” per il simbolo, non per gli uomini) sia un grande puzzle composto da pezzi eterogenei. Che spesso non si parlano, come dimostrato dalla recente vicenda con protagonista Wanda Ferro. Wanda Ferro, appunto. La deputata eletta un anno e mezzo fa in questo collegio, che ha incassato un sacco di voti in questa provincia, e che spiazzando un po’ tutti ha invitato la maggioranza del suo (ex?) amico Peppe Mangialavori a tirare i remi in barca. Parole che il senatore di Forza Italia ha bollato come «folli», dicendosi «allibito» per quella esternazione.

Di certo, al netto della singola vicenda, alcuni dati sono inconfutabili. Primo tra tutti, la scarsa chiarezza nella definizione degli organi dirigenti. La Ferro, da commissario regionale, nelle scorse settimane ha commissariato anche i coordinamenti provinciali di Vibo e Crotone, defenestrando, in questo capoluogo, Antonello Fuscà. Lo stesso che però ha preso parte, in rappresentanza del partito, alla riunione di maggioranza a Palazzo Luigi Razza per il “famoso” sostegno all’amministrazione Limardo. E lo stesso che, appena cinque giorni fa all’hotel 501, è stato introdotto come «segretario provinciale» nel corso della presentazione dei candidati vibonesi alle regionali.

Prima che a Vibo iniziasse a spirare l’aria da campagna elettorale regionale, Fratelli d’Italia era sulle spalle del dirigente nazionale Pasquale La Gamba e dell’allora coordinatore cittadino Raffaele Anello, i due che, a vario titolo, hanno partecipato alla fase propedeutica delle amministrative di maggio che consegnarono poi la vittoria schiacciante a Maria Limardo. A luglio la nomina del nuovo commissario cittadino, Salvatore Pronestì, che ha consolidato di fatto l’area interna che fa riferimento al consigliere regionale Vincenzo Pasqua, della quale fanno parte anche l’assessore Michele Falduto e il consigliere comunale Antonio Schiavello. Un’area dalla quale si sarebbe allontanato, negli ultimi tempi, il già coordinatore provinciale Fuscà, avvicinatosi alla sponda più a destra, quella di Franco Stinà, col quale, non a caso, era tra gli organizzatori della presentazione di Fausto De Angelis e Bruno Rosi. Mentre l’altro consigliere comunale di Vibo, Antonio Curello, nella lista di Fratelli d’Italia a maggio ci finì per la spinta di Francesco De Nisi, che stava già preparando il terreno ad una sua candidatura alle regionali con i meloniani, come noto poi saltata.

Nello stesso partito, inoltre, sono confluiti i fuoriusciti del Movimento nazionale per la sovranità, che a Vibo fanno capo all’ex senatore Franco Bevilacqua e al suo zoccolo duro. Anche qui si inserisce la partita delle regionali. Perché De Nisi, quando annunciò che si sarebbe candidato in Fratelli d’Italia, aveva sbandierato il sostegno proprio di Bevilacqua. Ed è improbabile pensare che le cose siano cambiate.

Un partito con mille anime, insomma, che nell’urna peseranno più dei canonici 21 grammi…

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