Mileto, Scopelliti chiude le polemiche : «Giordano si abitui al mio attivismo»

L’esponente dell’opposizione consiliare torna sulla vicenda del concorso per istruttore tecnico: «Se il sindaco mi avesse avvisato avrebbe evitato di fare demagogia»
L’esponente dell’opposizione consiliare torna sulla vicenda del concorso per istruttore tecnico: «Se il sindaco mi avesse avvisato avrebbe evitato di fare demagogia»
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Il Comune di Mileto
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«Potrei ritenermi soddisfatto del raggiungimento dell’obiettivo. Ho chiesto ed ottenuto! Non ho mai chiesto di annullare e bloccare il bando, anche se avrei potuto farlo sulla scia dell’articolo 16 sulle norme di salvaguardia presente all’interno». Inizia così lìultimo capitolo della querelle che a Mileto ha visti contrapposti l’esponente d’opposizione Vincenzo Scopelliti e il sindaco Natino Giordano. Motivo del contendere il concorso indetto a novembre dall’Amministrazione comunale di Mileto per l’assunzione di un istruttore nell’area Lavori pubblici e tecnico-manutentiva, inizialmente riservato solo ai geometri e poi esteso ad architetti ed ingegneri.

A parlare in questi termini è proprio Scopelliti: «Non ho avuto risposta ad oggi alla mia interrogazione ma ho appreso solo dai giornali della “rettifica” da lei apportata» prosegue il capogruppo di “Insieme per crescere”, aggiungendo: «mi accusa di fare “polemica sterile tesa a bloccare un’iniziativa importante”. Mi dica dove e quando. Le ha forse dato fastidio che abbia informato lei e la cittadinanza della “svista”, non di poco conto contenuta nel bando? La verità è che ha un concetto tutto suo del termine collaborazione. Eppure ha militato per anni tra le fila della minoranza, salvo una volta abbandonarla, senza risparmiarsi mai dal vigilare sull’operato della maggioranza di turno».

Nel suo intervento il consigliere comunale aggiunge: «Se mi avesse tempestivamente informato che stava provvedendo ad operare la rettifica – aggiunge – non avrei avuto nulla da contestarle, nulla da scrivere sui giornali e le avrei risparmiato di fare pubblica e sterile demagogia che ha come strumento il populismo. Le rammento che la campagna elettorale è chiusa da mesi, quindi non comprendo l’incoerenza della sua penna!  La casa comunale non è un “Palazzo di vetro”, ma di cemento e io dal di fuori non posso avere conoscenza visiva dei suoi segreti incontri».

Quindi Scopelliti rassicura il sindaco: «Stia tranquillo, non le serbo alcun rancore, ma si abitui per la durata dei cinque anni al mio fecondo attivismo, perché non intendo far da suppellettile della casa comunale, scaldare la poltrona, chiudere gli occhi se qualcosa mi appare anche minimamente lesiva dell’interesse pubblico e, soprattutto, venir meno al mio ruolo o abbandonare il posto di consigliere. Intendo collaborare, vigilare, documentarmi, studiare, perché a detta di Albert Camus la sola buona volontà se non è illuminata può fare guai quanto l’ignoranza».

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