martedì,Agosto 3 2021

Vibo, la politica inerte mentre la città soccombe – Video

L’ombra del dissesto finanziario e della commissione d’accesso su un ente che stenta a dare le risposte attese dai cittadini

Vibo, la politica inerte mentre la città soccombe – Video
Corso Vittorio Emanuele III: amara riflessione sullo stato di crisi del commercio a Vibo Valentia

Tre decreti nel giro di appena sette mesi. Deleghe distribuite e poi rimescolate. E intanto la città resta attaccata al respiratore, rischiando di soccombere dal punto di vista politico e amministrativo. Il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, firma un nuovo decreto, il terzo da luglio ad oggi, per rimodulare gli incarichi ai due dirigenti rimasti in servizio, il segretario generale Domenico Scuglia e Adriana Teti. Provvedimento adottato alla luce della nuova macrostruttura dell’ente approvata alla vigilia di Capodanno e che dovrebbe servire a riorganizzare l’intero apparato burocratico-amministrativo. Ma nella vita reale dei vibonesi questi atti continuano a restare pezzi di carta. I dirigenti erano pochi già prima, figurarsi ora che uno di loro, Filippo Nesci, è fuorigioco per le note vicende giudiziarie. Proprio quel Nesci che lo scorso 30 ottobre, a qualche giorno dal blitz della Guardia di finanza negli uffici di Palazzo Razza, era stato di fatto esautorato dai suoi compiti, tra i quali gli rimaneva il solo comando di Polizia municipale e poco più. Quello di ottobre era un decreto seguente al primo, firmato a luglio, circa un mese dopo l’insediamento della nuova amministrazione, quando la Limardo e i suoi avevano ben chiari ruoli e attitudini delle figure apicali dell’ente. Eppure oggi si ritorna da capo.

Si ritorna ad una politica scrupolosa e tempestiva nel postare selfie sotto l’albero di Natale, ma distratta quando si tratta – ad esempio – di pubblicizzare un bando per l’affidamento ad un avvocato di tutte le cause tributarie. O di procedere al bando per la conclusione del nuovo teatro, che continua a slittare malgrado i proclami lo annunciavano per settembre, poi novembre, poi Capodanno, ora magari Pasqua o chissà Ferragosto. Senza dimenticare quello per l’arredo urbano, e senza dimenticare neanche i bandi fatti, come quello last-minute per i mercatini di Natale, emblema dell’impalpabilità di una politica che si fa vanto di tappare due buche e rimuovere qualche sacco di spazzatura come se fosse opera da encomio. Il Comune di Vibo è come un malato con due gufi sullo schienale del letto: uno con le sembianze di un altro dissesto finanziario, un altro col volto di una commissione d’accesso. Dalla padella alla brace.

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