sabato,Maggio 18 2024

Congresso Pd, nel Vibonese tutti sul “carro” di Matteo Renzi

La mozione dell’ex premier ottiene il voto di 84 sui novanta delegati dei circoli della Provincia di Vibo Valentia segnando la percentuale record del 93%. Ecco gli otto delegati eletti

Congresso Pd, nel Vibonese tutti sul “carro” di Matteo Renzi

E alla fine si scoprirono tutti renziani. Censore, Mirabello, Insardà, nel precedente congresso tutti insieme appassionatamente a dar man forte alla schiera delle truppe bersaniane, convinti più che mai che di fronte al renzismo che avanzava bisognasse difendere a tutti i costi quella tradizione di Sinistra lasciata in eredità dai Ds. Ma quelli erano altri tempi. I tempi in cui quella di Vibo venne definita la “provincia più bersaniana d’Italia”

Oggi occorre fare i conti con i nuovi equilibri interni al partito dopo la scissione del fu “correntone”. E allora, con scarsa convinzione, ci si tura il naso e si sale sul “carro” dell’ex premier. Ed ecco spiegato l’arcano. Alla convenzione provinciale, svoltasi l’altro ieri nei locali della sede di via Argentaria a Vibo e prima tappa verso le primarie aperte a tutti del 30 aprile, dei 90 delegati dei circoli ben 84 hanno votato per la mozione del duo Renzi-Martina (il ministro dell’Agricoltura chiamato dall’ex sindaco di Firenze per coprirsi a Sinistra), mentre sei preferenze sono andate alla piattaforma programmatica del governatore della Puglia Michele Emiliano.

Non pervenuto Andrea Orlando. E questa è già una notizia per una provincia che aveva tributato un consenso straordinario alla Sinistra interna all’epoca guidata da Gianni Cuperlo. Alla luce di questi risultati gli otto delegati al congresso nazionale, propedeutico alle primarie, sono stati tutti assegnati alla mozione Renzi-Matina e nella stragrande maggioranza sono fedelissimi di Bruno Censore.

Questi i loro nomi: Maria Condello, Antonio Mangone, Maria Pascale, Valeria Giancotti, Anna Grillo, Maria Cirillo, Raffaele Ruffo, Donatella Laura La Polla. Al di là delle valutazioni sulla tattica seguita dai big del partito provinciale, il congresso consegna un Pd vibonese coeso dietro la leadership di Insardà-Censore che non ha subito alcun contraccolpo dall’addio dei bersaniani.

Che, a ben vedere, sono rimasti nei democratici, con la sola eccezione del consigliere comunale Antonio Lo Schiavo. Il quale, subito dopo le elezioni comunali nella città capoluogo, aveva già cominciato a prendere le distanze dalla federazione vibonese per poi seguire il “trio” Bersani-D’Alema-Speranza che si è staccato dalla “casa madre” offrendo al giovane notaio vibonese l’opportunità di rinnovare il proprio impegno politico sotto una nuova bandiera.

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