Vibo, parlano le opposizioni: «Giunta in continuità col passato»

Il Pd: «Zero risposte, solo un “comparaggio politico” per favorire carriere individuali». L’M5S: «Chiusi a riccio». Vibo Unica: «Cambia il metodo, ma il risultato è nullo»
Il Pd: «Zero risposte, solo un “comparaggio politico” per favorire carriere individuali». L’M5S: «Chiusi a riccio». Vibo Unica: «Cambia il metodo, ma il risultato è nullo»
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Qualcuno la promuove nel metodo, tutti la bocciano nel merito. L’amministrazione comunale di Vibo Valentia, vista con lo sguardo dell’opposizione, è un misto di “vorrei ma non posso” e “più di così non so fare”. La boccia in toto, ad esempio, il capogruppo del Partito democratico Stefano Luciano: «È evidente che l’amministrazione non ha impresso la svolta promessa in campagna elettorale. Nessun sussulto e nessuna azione straordinaria di rilancio del territorio, dal porto al piano strutturale passando per lo sblocco dell’edilizia e la messa in sicurezza del territorio. Tutto fermo». Per Luciano, l’esecutivo Limardo non è in grado di smuovere neanche la gestione ordinaria, «basti pensare alle strade dissestate e sporche, al verde pubblico incolto, al declino inesorabile di corso Vittorio Emanuele». Il confronto in aula, inoltre, sarebbe condotto dirimpetto ad una maggioranza fatta di gruppi «che non hanno una visione comune di sviluppo della città. Peraltro, da questi gruppi non sono mai arrivate proposte concrete tanto che i consigli comunali si tengono solo grazie alle proposte dell’opposizione, puntualmente bocciate per pregiudizio». Secondo il già candidato a sindaco ci sarebbero poi «molte ombre», ancora «da definire». Su Forza Italia attacca: «L’unico elemento nuovo è rappresentato dalla capacità di questo partito di muoversi in modo trasversale per perseguire logiche amicali che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale. Prendono i voti (ora molto meno stando alle recenti regionali) ma distruggono il territorio in nome della necessità di garantire carriere politiche individuali». Guardando in casa propria, Luciano spiega: «Noi stiamo tentando di fare una politica diversa, che guardi all’interesse generale e che sappia valorizzare le competenze. Siamo all’inizio di un percorso che vedrà il radicamento di un centrosinistra forte, capace di rappresentare un’alternativa valida alle logiche amicali e di comparaggio dalle quali siamo distanti culturalmente. Perdiamo anche qualche pezzo, ma ben venga nel nome di una esigenza di stabilità ed omogeneità futura».

E proprio sulla necessità di una compattezza dell’opposizione, che «fino ad oggi è mancata», insiste il capogruppo di Vibo Unica Giuseppe Policaro: «Non c’è stata la volontà di organizzarla, o comunque di renderla compatta. Speriamo che in futuro si possa addivenire con le forze politiche a migliorarne l’organizzazione. Perché è l’unico modo per mettere in evidenza le fragilità della maggioranza». Una maggioranza che secondo il vicepresidente del consiglio ha dimostrato la volontà di cambiare l’approccio rispetto al passato: «Devo dare atto che almeno oggi in aula si discute, mentre in passato non si riusciva neanche a fare questo. Però è altrettanto vero che il dibattito si apre solo su argomenti proposti dall’opposizione. Ma il vero aspetto rilevante – spiega Policaro – è un altro, ed è il vero freno politico di questa amministrazione: ogni atto deliberato dal consiglio poi rimane lettera morta, non si traduce in azioni concrete da parte della giunta. Quindi ci si trova davanti a tanti buoni propositi che in realtà non si traducono in nulla di tangibile per la cittadinanza». Secondo il capogruppo di Vibo Unica, inoltre, l’amministrazione Limardo si poggia su una maggioranza «che al momento sembra compatta ma che in realtà ha delle fragilità interne». Fragilità «dovute ai rapporti di forza che sembrano mutati alla luce delle elezioni regionali, e che quindi si devono ristabilizzare». A contribuire a questo mutamento, poi, potrebbero esserci le ripercussioni provocate dalla composizione della giunta regionale: «Regione e Comune di Vibo sono “soci” politici: se determinati desiderata non dovessero essere garantiti, potrebbe esserci qualche ripercussione anche sull’ente».

Il giudizio del Movimento 5 Stelle, per bocca del capogruppo Domenico Santoro, è netto: «Un’amministrazione chiusa a riccio che non approva alcun progetto della minoranza, una maggioranza che si mostra pregiudizievole verso di noi. Noi che ieri, ad esempio, siamo rimasti in consiglio indipendentemente se loro avrebbero discusso o meno i nostri punti. Perché qui sta la differenza: noi siamo costruttivi nei fatti, loro non lo sono mai stati». Quanto ai problemi della città, Santoro aggiunge: «Ne dico una per tutte: i soldi delle strisce blu non sono serviti nemmeno per tappare le buche. Arrivano a dire che il contratto dei parcheggi è capestro e non sono in grado di cambiarlo. È evidente come siano in continuità con la vecchia giunta…».

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